Sicurezza
«Dopo Seul un altro appuntamento nel segno di un museo diffuso»
I pezzi, da 37 sedi dell’antica Etruria, coprono l’intero spettro materiale anagrafico di questa cultura; il volume più rilevante è dato dalle urne, le stele e i rilievi funerari (come detto in arrivo da Volterra) ma si possono ammirare anche oggetti in oro – il diadema di Orbetello o i bracciali della necropoli di Bisenzio e del Tumulo di Pietrera de Vetulonia - oggetti metallici dalla necropoli del Crocefisso del Tufo – o statue in bronzo, tra le quali un insieme dei giacimenti di Fermo e Fiesole. «Alcune opere del Museo etrusco di Volterra sono al Marq, evento molto importante, dopo la nostra partecipazione alla mostra di Seul nel ’19 – sottolinea l’assessore alle Culture, Dario Danti – Lavoriamo con determinazione a un Guarnacci diffuso che possa far conoscere sempre di più le straordinarie opere di Volterra». La mostra Etruscos - El Amanacer de Roma (Etruschi - L’alba di Roma), che andrà avanti fino al 12 dicembre.
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