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la mostra internazionale 

Alicante, l’eredità degli etruschi da vedere con gioielli prestati anche dal “Guarnacci”

Paolo Falconi
Alicante, l’eredità degli etruschi da vedere con gioielli prestati anche dal “Guarnacci”

La vetrina spagnola aperta con l’intervento dell’ambasciatore è a disposizione dei visitatori fino al 12 dicembre

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Paolo Falconi

alicante. Gli etruschi mai si erano spinti (forse) così tanto verso ponente. Lo fanno oggi con la mostra internazionale “Etruschi. L’alba di Roma” di Alicante. La città del sud-est della Spagna, sulla Costa Blanca caratterizzata da un centro storico unico, ospita nel suo museo archeologico (Marq) questa mostra internazionale ideata dalla stessa Fondazione Marq e dalla Soprintendenza per i beni archeologici della provincia di Pisa e Livorno, Elena Sorge, con 150 pezzi originali dal Museo archeologico nazionale di Firenze (Maf) con Valeriano Venneri, collaboratore da tempo del Museo Marq, e dal Museo Guarnacci di Volterra.

È stato l’ambasciatore italiano in Spagna, Riccardo Guariglia, insieme alle autorità locali, a inaugurare la mostra “Etruschi. L’alba di Roma” che si snoda intorno alla scoperta della storia, della cultura, della struttura sociale, politica e urbanistica della civiltà etrusca dalle sue origini nel IX secolo a.C. fino al suo graduale assorbimento da parte dei romani nel I secolo a.C.

Il Guarnacci, chiuso al pubblico per restauri fino a dicembre, ha “prestato” 41 opere per essere ammirate e in qualche caso anche restaurate. Come la ripulitura dell’urna cineraria con Ulisse e le sirene, alcune urne cinerarie con figura femminile, il coperchio di urna cineraria con figura di aruspice. Tutte in alabastro. E anche l’intervento sulla frattura alla cassa di urna cineraria con ratto di Proserpina. Con controllo delle ossidazioni e ripulitura a molti specchi con manico fuso, pissidi con decorazione, bronzetti. Un restauro conservativo e pulizia straordinaria delle opere in prestito secondo le indicazioni della competente Soprintendenza, per un valore stimato, come recita la delibera di giugno uscita dal consiglio comunale di palazzo Priori, «di 4mila euro compresa Iva e la disponibilità del richiedente a concedere un fee di 13mila euro per finanziare spese di restauro, allestimento e valorizzazione interni al Museo Guarnacci».

Insomma, Alicante non è solo una bella vetrina ma anche un’operazione e una collaborazione a vantaggio del Guarnacci e di Volterra.

Nel suo intervento all’inaugurazione, l'ambasciatore d'Italia in Spagna, Riccardo Guariglia, ha sottolineato come Italia e Spagna siano e intrattengano «un rapporto privilegiato in ambito culturale, sviluppatosi nel corso dei secoli. La mostra rappresenta - specialmente in un momento particolare di “rinascita” dopo i peggiori momenti della pandemia - una nuova eloquente testimonianza della volontà di sviluppare ulteriormente l'amicizia tra i nostri due Paesi».

La vicepresidente e assessora alla Cultura, Julia Parra, che ha presieduto l’evento all’Istituto italiano di cultura di Madrid, ha espresso l’importanza e l’unicità della mostra. «Alicante merita una mostra di altissimo livello al Marq, da dove si apre una finestra sul mondo per godere di una opportunità unica e senza precedenti in Spagna. Attraverso un percorso museale nella sua cultura, nella sua struttura sociale, politica e urbanistica, “Etruscos. El amanecer de Roma” mostrerà la storia di questa civiltà dalle sue origini».

Per la curatrice italiana della mostra Giuseppina Cianferoni «senza gli Etruschi non sarebbe esistita la civiltà romana. La mostra spagnola è rivolta a tutti i tipi di pubblico e sarà accompagnata da materiale didattico e audiovisivo. La sua sfida è quella di fornire un’immagine generale della cultura e dei costumi del popolo etrusco e mostrare il loro ruolo nel Mediterraneo e l’eredità unica che hanno lasciato ai romani».

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