Sicurezza
Discarica riaperta solo due anni e senza un briciolo di eternit
È il progetto alternativo che i Comuni di Terricciola e Lajatico e Belvedere spa presenteranno alla proprietà. Nel sito la frazione organica stabilizzata del rifiuto
chianni. Un progetto di messa in sicurezza e chiusura della discarica in appena due anni. Neppure un grammo di eternit da conferire nella discarica. Tutti gli utili, esclusi quelli spettanti alla proprietà, da dividere sul territorio ma senza la minima speculazione.
Queste le linee guida del progetto sulla Grillaia che potrebbe essere presentato entro un mese dai Comuni di Terricciola e Lajatico, con il supporto tecnico di Belvedere spa, alla proprietà della discarica di Chianni.
Con tanto di business plan che non superi indicativamente i 5 milioni di euro, a fronte di un progetto, attualmente autorizzato dalla giunta regionale toscana, che “vale” sei volte tanto.
Un passaggio importante e sollecitato nei giorni scorsi anche dai vari comitati di cittadini contrari alla riapertura e che, a più riprese, avevano chiesto una soluzione di questo tipo. Abbandonata la via del rifiuto zero, richiesta inizialmente da una parte di coloro che protestavano, si fa spazio un progetto alternativo. Ma senza amianto e con una vigilanza pubblica e delle associazioni.
Il ruolo di Belvedere, che ha competenza e credibilità nella gestione degli impianti, dovrebbe essere quello di entrare come gestore della Grillaia. Ma, prima ancora, nel lavorare con gli altri soggetti a un progetto credibile.
Ma quale rifiuto potrebbe essere alternativo e fare al caso della Grillaia? Una delle ipotesi in campo, ma siamo ancora a una fase di studio, potrebbe essere la frazione organica stabilizzata o compost fuori specifica, secondo l'individuazione data dal codice europeo dei rifiuti. Questo è il risultato di un processo d'igienizzazione e stabilizzazione della componente organica dei rifiuti solidi urbani. Questi potrebbero dare per un anno le risorse economiche utili a coprire i costi di gestione e a fornire quella parte di utili da riconoscere alla proprietà. Il secondo anno, poi, si potrebbe ri-profilare quella parte di discarica con terreni di riporto.
Ancora presto per dirlo, ma una soluzione concreta e fattibile sembra davvero essere in mano a chi la propone. Il sindaco Mirko Bini (Terricciola), ovviamente, e il collega Alessio Barbafieri (Lajatico), che con Belvedere hanno già da tempo avviato un dialogo produttivo.
E la proprietà? Andrà convinta, ma se si dovesse in qualche modo opporre, forte del suo progetto, resterà in qualche modo isolata. E da convincere c’è principalmente il gruppo torinese Vergero, che è proprietario al 60%. Mentre la Nuova Servizi Ambiente dovrebbe detenere il 40%. La palla, dunque, ora passa di nuovo in terra piemontese.
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