Il dolore
Pontedera, ecco “Da Bollore”: nasce una ristoenoteca
Antonio Matteucci, butese “figlio d’arte”, apre un’attività nei locali che hanno ospitato per diversi anni “La Roccia”
Paola Silvi
PONTEDERA. La ristorazione è uno dei settori più colpiti dalla crisi economica dovuta alla pandemia. Eppure anche in questo scenario di saracinesche abbassate e insegne spente per sempre, ci sono degli sprazzi di luce che aiutano a guardare al futuro e portano un po' di speranza. E hanno il volto di quegli imprenditori che nonostante tutto investono, aprendo nuove attività.
Mosche bianche che sfoggiano volontà dove sarebbe legittima la paura. Che si rimboccano le maniche quando lo sconforto sarebbe più intonato al periodo. Coraggiosi che gettano il cuore oltre l'ostacolo. Alcuni reinventando se stessi, altri inaugurando locali, altri ancora scommettendo su progetti di ingrandimento. È il caso di Antonio Matteucci che ha scelto un nuovo inizio con l'apertura di Da Bollore nella piazzetta di via Palestro, nel centro storico di Pontedera. Già nel settore da tempo, il sommelier, grande appassionato di bollicine e vino ha accettato, dopo due anni di fermo, una sfida da vincere. Con un winebar luminoso ed elegante, con gazebo, tavolini e sedie dai colori sgargianti e tanti piccoli dettagli che parlano di una rinascita. «L'idea è quella di associare – spiega Matteucci – il momento del classico aperitivo a quello della ristorazione con abbinamenti accurati, degustazioni e una carta di vini che conta 100 etichette in partenza». Torna a vivere insomma quella che tanti pontederesi ricorderanno come La Roccia gestita dai fratelli Minuti. Dove protagonista era la vecchia mescita ma anche improvvisati piatti di formaggio e affettati, antenati storici degli odierni taglieri, serviti sulla carta gialla che parla di tradizione. Così come era tradizione per generazioni di pontederesi ritrovarsi la mattina della domenica, davanti al locale, per fare due chiacchiere, comprare i classici fiaschi impagliati e magari portare a casa anche il pane, introvabile nei giorni di festa, con le panetterie chiuse.
Oggi a interpretare con originalità questa nostalgia del passato c'è Da Bollore che, proprio nel nome, recupera il passato, stavolta butese. «Sono originario di Buti – ripercorre il filo della memoria il titolare – e mio padre era conosciuto in paese come Bollore, forse per il suo carattere sanguigno. Mi sembrava bello omaggiare le mie radici». L'ambiente è curato e familiare, con la possibilità di fermarsi a mangiare piatti rigorosamente artigianali ma anche con l'opzione di sorseggiare un cocktail al bancone e gustare una selezione di rum e whisky provenienti da ogni parte del mondo. Ha pensato proprio a tutto Matteucci, che con fiducia e grinta ha ben chiari gli obiettivi da raggiungere. In primis coccolare e assistere il cliente ma anche riqualificare la zona e affrontare con tenacia il progresso. «Abbiamo assunto due dipendenti – entra nel merito – in cucina e per il bar. Il nostro sogno è quello di creare un angolo di città dove le persone possano rilassarsi e farsi travolgere dai nostri prodotti».
Un giro del gusto tra vini che affascinano e catturano, che fanno dell'eccezione la regola. E l'inconsueto diventa la norma anche in fatto di nuove aperture. Perché a due passi dalla ristoenoteca alzerà le saracinesche a breve una pizzeria al taglio. Un altro imprenditore che ha scelto di credere nel commercio.
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