Attenzione
Prima degli scavi servono i rilievi alle strutture
Lavori all’anfiteatro romano, ecco i motivi del ritardo sulla tabella di marcia. Si tornerà a pieno ritmo dai primi di settembre
Paolo Falconi
volterra. La campagna di scavo dell’anfiteatro romano a Porta Diana che era stato annunciato dovesse ripartire nella settimana del 20 luglio, in realtà non è ancora ripresa. «Lo sarà, con molta probabilità, ai primi di settembre», annuncia con la solita convinzione e determinazione la funzionaria della Soprintendenza e direttrice scientifica dello scavo stesso Elena Sorge.
Perché questo ritardo sulla tabella di marcia stilata a suo tempo? «In realtà non è che si sia fermi – spiega la direttrice – ma stiamo procedendo con i rilievi come previsto. Quando si riapre un sito occorre procedere a tutta una serie di verifiche di ciò che abbiamo lasciato quando i lavori sono stati sospesi. E da qui ricominciare». Come dire: non si scava ancora, ma si stanno facendo le verifiche alle strutture di quell’anfiteatro.
Di sicuro, quando riprenderà, sarà un lavoro complesso, perché ci sarà da scavare in profondità per liberare dalla terra il sistema di tunnel che sta sotto all’anfiteatro, e allo stesso tempo «proseguire nel lavoro già iniziato», spiega la stessa Sorge.
Allo stesso tempo bisogna approfittare del bel tempo per andare avanti il più possibile, mettendo in preventivo la probabile futura sospensione a ottobre con il sopraggiungere della stagione meno propizia per lavori del genere.
Un aspetto più che positivo per continuare i lavori a quel gioiello di anfiteatro romano di Porta Diana è poter contare su un contributo certo: quasi 600mila euro che non sono certamente poca cosa. Si tratta dei 250mila euro già programmati dalla Regione, i 200mila provenienti dall’Art bonus, i 50mila euro stanziati dalla Fondazione Cassa di risparmio ai quali se ne aggiungeranno altri 90mila, sempre sul fronte dell’Art bonus.
Così un gruppo di circa 25 persone, dopo le verifiche spiegate dalla funzionaria della Soprintendenza sarà pronto a lavorare e iniziare tra pochi giorni nel certosino lavoro di riportare alla luce la fitta rete di tunnel di cui già si conoscono le caratteristiche. Sono cinque i tunnel da far emergere in tutta la loro completezza per, in futuro, offrirli ai visitatori. Al tempo stesso si procederà con il resto del sito archeologico che tanto interesse ha già richiamato in tutto l’ambiente culturale, storico, turistico ed economico.
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