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Pontedera

la presa di posizione di sos volterra 

«La soppressione della nostra diocesi? Una sciagurata ipotesi per il territorio»

Paolo Falconi
«La soppressione della nostra diocesi? Una sciagurata ipotesi per il territorio»

Anche secondo l’associazione a rischio c’è un pezzo di storia, oltre a un’istituzione ritenuta fondamentale

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Paolo Falconi

volterra. Diocesi che sparisce, diocesi che sarà accorpata, diocesi a rischio. Se ne parla ormai da mesi e le voci si rincorrono. E si accavallano. Ora mettono a repentaglio la diocesi di San Miniato. Fatto sta che le voci, considerata la volontà manifestata di papa Francesco di procedere in questa direzione, sono sempre più insistenti diventando pericolo reale al pensionamento del vescovo Alberto Silvani.

«A poco varrebbe avere una sorta di accorpamento con una relativa autonomia: non inviare un vescovo a Volterra ma affidarla a un vescovo che ha già una sua diocesi significa condannare il nostro territorio a una ulteriore marginalità. Primo passo verso una fusione con relativo annullamento. Il discorso cambierebbe di poco». Così prende posizione sulla questione l’associazione Sos Volterra del presidente Alberto Chiodi e di cui fa parte anche Marco Buselli, ex sindaco a Palazzo dei Priori, il quale si allinea con il comunicato preferendo non aggiungere altro per non essere politicamente “frainteso”. Puntualizza solo: «Questo territorio ha bisogno di punti di riferimento, e la diocesi è uno di questi. Del resto Volterra è città e il titolo non è dato a caso, ma sta a significare come essa sia il fulcro di un territorio per la presenza delle istituzioni. E la diocesi è una di queste».

Ma perché è cosi importante avere una diocesi? Cos’è prima di tutto una diocesi? Il codice di Diritto canonico dice che la diocesi è “una porzione del popolo di Dio, affidata alle cure pastorali del vescovo”. Il termine diocesi era in uso nell’impero romano a indicare una suddivisione amministrativa intermedia tra prefettura e provincia. Perdere la diocesi, quindi, sarebbe «come perdere un pezzo della nostra storia che ci lega indissolubilmente anche alla Volterra Romana. La nostra diocesi, anche se in modo ridotto – spiega Sos Volterra – si estende su quella che era l’antica lucumonia etrusca volterrana. Quindi anche in questo caso parte un altro pezzetto della nostra storia. Il responsabile della diocesi è il vescovo che nella chiesa cattolica è considerato un successore degli apostoli. La parola viene dal greco epìscopos, che significa supervisore, sorvegliante. Si capisce bene la valenza di avere un vescovo nominato dal Papa: questo è fondamentale per la vicinanza alla comunità cristiana ma la presenza del vescovo è connaturata alla città di Volterra, è una istituzione fondamentale che dà dignità alla nostra città e al suo territorio. Pensate poi che il vescovo è coadiuvato nella sua funzione pastorale da vari organismi quali: il consiglio pastorale diocesano, il consiglio presbiterale, la curia diocesana, il tribunale diocesano, il capitolo cattedrale, la Caritas diocesana».

Alcuni di questi organismi sono anche a Volterra e in località numericamente più grandi di essa, come Cecina, Pontedera, Certaldo, Poggibonsi, Cascina, ecc., che pure non sono sede di una diocesi.

«Iniziamo quindi a capire noi stessi l’importanza di avere una diocesi e un vescovo. Sperando davvero – conclude Sos Volterra guidata da Chiodi – che questa sciagurata ipotesi della soppressione della nostra diocesi rimanga tale: sarebbe un duro colpo che non vorremmo ricevere proprio dalla Chiesa che caratterizza la sua azione per la vicinanza ai bisogni del territorio».

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