Il Tirreno

Pontedera

Padule, alla commemorazione la console generale Ingrid Jung

Padule, alla commemorazione la console generale Ingrid Jung

La messa nella pieve di Santa Maria a Massarella, poi il resto delle celebrazioni L’appello del comitato vittime al presidente Eugenio Giani: «Chiediamo giustizia» 

3 MINUTI DI LETTURA





Fucecchio. Prenderanno il via da Massarella le celebrazioni in ricordo dell'Eccidio del Padule di Fucecchio, la strage nazista compiuta il 23 agosto 1944, dove persero la vita 175 civili. Oggi, domenica 22 agosto, si terrà la commemorazione in occasione del 77° anniversario di una delle più efferate stragi compiute alla fine della Seconda guerra mondiale. Per ribadire il comune rifiuto della violenza e la fratellanza che lega i popoli italiano e tedesco nel ricordo di quei terribili fatti sarà ospite d'eccezione il console generale della Repubblica federale di Germania Ingrid Jung.

La commemorazione inizierà alle 18 nella pieve di Santa Maria, dove si terrà la messa celebrata dal parroco di Massarella don Ferdinando Santonocito. A seguire il saluto della Regione Toscana con il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo.

Alle ore 18.30, le celebrazioni si sposteranno al Giardino della Memoria, realizzato nel 2015 dal Comune di Fucecchio e dalla Repubblica federale tedesca, dove, dopo la deposizione della corona d'alloro al monumento, si terrà la lettura/spettacolo “Come uccidere un usignolo”, ideata e diretta da Firenza Guidi e dedicata al dramma delle vedove della strage. La regista originaria di Massarella da anni porta in scena il dramma dell'Eccidio del Padule di Fucecchio. Infine, alle 19, la commemorazione si concluderà con gli interventi dei ragazzi del gruppo #Fucecchioèlibera, del sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli e del console tedesco Ingrid Jung.

«L'episodio del Padule di Fucecchio – dice il sindaco Spinelli – dopo 77 anni è ancora qui a ricordarci quanto sia stato grande il tributo pagato dalla nostra gente alla libertà. Questi luoghi nel 1944 furono teatro di azioni di una ferocia inaudita. Proprio come quelle che oggi vediamo nei reportage da Kabul. In tante parti del mondo purtroppo si continua a negare la libertà con la forza e la violenza. C'è sempre più bisogno di un nuovo modo di stare insieme e di cercare la pace».

Appello

al presidente Giani

Il professor Lido Lazzerini, sopravvissuto alla strage di Mommio (Fivizzano), del 4-5 maggio 1944, «a nome di coloro che hanno chiesto e chiedono giustizia», ha firmato una lettera aperta al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani per ricordare che «tra poche ore sarà l'anniversario, il 77° della strage del Padule di Fucecchio e nessuna delle vittime e dei loro familiari ha avuto giustizia». «Siamo un gruppo di persone sopravvissute alla strage o familiari di vittime della strage del 23 agosto del Padule o di altre stragi della Toscana, oppure ancora di deportazioni in Germania. In diverse occasioni abbiamo parlato della nostra mancanza di giustizia e le nostre argomentazioni sono state raccolte dai mezzi di informazione locali e nazionali. In particolare l'ex presidente della Toscana Enrico Rossi più volte si è detto pronto a prendere concrete iniziative a favore di chi ha subìto la violenza nazista “fino a promuovere un processo civile contro la Germania per chiedere i risarcimenti per i danni causati dalle truppe naziste”». E aggiunge: «Successivamente, nel mese di dicembre del 2019, un nostro gruppo ha incontrato l'allora vicepresidente dottoressa Monica Barni. In tale occasione è stata esposta con grande chiarezza la nostra richiesta di giustizia. Ci fu detto che sarebbe stata interessata l'Avvocatura della Regione circa la possibilità di promuovere un processo civile nei confronti della Germania. Da allora, malgrado i nostri ripetuti solleciti, non abbiamo avuto nessuna risposta. Egregio presidente Giani, per il sangue copiosamente versato dai nostri familiari, pilastro sul quale si è costruita la nascita dell'Italia repubblicana, crediamo di avere tutto il diritto perché si ponga attenzione alla nostra domanda di giustizia. Inoltre la informiamo che altri enti, come il Comune di Roccaraso, la regione greca dove avvenne la strage di Distomo e altri, oltre a numerosi privati cittadini, hanno promosso e vinto un processo di tale tipo».

Pertanto, scrive ancora Lazzerini, «le chiediamo pertanto di aiutarci ad ottenere giustizia, di sostenerci nella nostre battaglie per avviare processi che finalmente disvelino le verità storiche e le responsabilità di coloro che hanno seminato violenza e morte sul nostro territorio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze