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Scompare a 83 anni Giampaolo Lanini, una vita per l’arte
Figlio d’arte, cominciò a dipingere seguendo il padre I suoi figli, a loro volta, sono stati baciati dal tocco delle Muse
PONTEDERA. Giampaolo Lanini se n’è andato a 83 anni dopo una lunga malattia, che lo aveva fiaccato negli ultimi anni. A Pontedera dici “Lanini” e dici “arte”. Giampaolo non era però il capostipite artistico della famiglia. Visse una doppia condizione. Fu prima figlio d’arte, ispirato dal celebre babbo, lo scultore Loris; e poi padre d’arte, per via dei figli Alessandro e Andrea, pianista e pittore il primo e musicista il secondo.
Essere figli e padri d’arte non è una condizione inusuale per i Lanini. Anche Gabriele, figlio di Alessandro, è un musicista. Non a caso qualche anno fa, più di dieci, al Comune fu organizzata la mostra “Family values”, incentrata appunto sulle tre generazioni a confronto.
I “values" (“valori” in inglese) sono quelli espressi dai quadri di Loris, Giampaolo e Alessandro Lanini. Nonno, padre e nipote.
Alessandro che diventa musicista e pittore perché fin da bambino ascolta e vede suo padre Giampaolo che suona la chitarra e dipinge; Giampaolo che diventa musicista e pittore perché fin da bambino ascolta e vede suo padre Loris che suona il violino, dipinge e crea sculture; Loris che respira l'amore per la musica dal padre Gustavo e dai fratelli (Lohengrin, fu un eccellente cornista), decide per il violino, non ha i soldi per comprarselo e se ne fabbrica uno.
Un legame che avvolge le passioni e lascia traccia nei luoghi. Nella bottega di piazza Garibaldi, dove Loris ha lavorato una vita, poi cominciò a lavorare Giampaolo, che era anche modellista, e dove suo nipote Gabriele, figlio di Alessandro, chitarrista, realizzò la sua prima chitarra. Nel suo lavoro di modellista Giampaolo incontrò anche il simbolo cittadino per eccellenza: la Vespa. Nel suo laboratorio infatti, su richiesta della Piaggio, realizzò dei modellini in legno del celebre scooter. Partecipò a molte importanti mostre collettive. Ricca la sua bacheca dei premi, come per esempio il Premio Europa, vinto a Firenze nel 1972 e un altro prestigioso, più di recente, a Torino. Nel 1977 tenne due mostre personali negli Stati Uniti.
Lascia la moglie Daniela Arcolini, i figli Alessandro e Andrea (per anni prezioso collaborato de Il Tirreno) e i nipoti Gabriele e Valeria. Il funerale si terrà oggi alle 11 nella chiesa della Misericordia.
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