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«Ponsacco ha già dato», la Lega teme l’arrivo di altri profughi

«Ponsacco ha già dato», la Lega teme l’arrivo di altri profughi

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PONSACCO. «Quanto sta succedendo in Afghanistan con il ritorno prepotente del governo dei Talebani potrebbe avere conseguenze dirette anche sull’Italia e su Ponsacco. Si apprende dai mass media che sono tantissime le persone in fuga dal Paese per il timore di ritorsioni, violenze e repressioni. Già gran parte degli esponenti politici si è già schierata a favore dei corridoi umanitari per facilitare la fuga di tanti cittadini afghani, in prima linea i sindaci pisani del Pd, diversa è però la posizione del gruppo Lega Ponsacco».

«Chiediamo al sindaco Brogi e alla maggioranza – si legge in una nota a firma di Pericle Tecce e Federico D’Anniballe, capogruppo comunale e capogruppo consiliare della Lega, e dei consiglieri li Giada Canova, Alessandro Ghelli e Gianluca Tuzza – che venga intrapresa una strada diversa da una cieca e indiscriminata accoglienza. Ponsacco non può permettersi di accogliere indiscriminatamente persone in questo modo. Esiste anche un’emergenza Covid che nelle ultime settimane sta riprendendo quota anche nel Pisano. La situazione dev’essere presa in mano dalla comunità internazionale e non dai piccoli Comuni: Ponsacco non può trasformarsi in un centro di accoglienza, anche perché nel centro del paese i ponsacchini sono già costretti a subire, ormai da anni, una criticità creata e ulteriormente gestita in malo modo proprio dal Pd».

«La sicurezza di chi sta scappando – continua il gruppo Lega Ponsacco – è un dovere dal quale nessuno si deve sottrarre, ma non dobbiamo dimenticare che sugli arrivi degli immigrati/profughi, l'Italia ha già un record europeo e noi personalmente a Ponsacco abbiamo anche “già dato”. Diversamente, pensiamo che a Ponsacco potrebbe essere adottata un accoglienza attenta e mirata per le donne e i bambini, ma in questo caso occorre una gestione attenta, trasparente e condivisa tra tutte le istituzioni e le forze politiche locali al fine di non abbandonare i rifugiati al proprio destino. Più volte la storia ci ha insegnato che abbandonarli significa spingerli, loro malgrado, nella rete della delinquenza locale... proprio come è accaduto nel nostro paese a fronte di una improvvisata gestione del fenomeno. In questi fallimenti il Pd è maestro… quantomeno quello ponsacchino, con le ovvie ricadute delle conseguenze sulla nostra comunità».

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