La protesta
Sguardi e volti da tutto il mondo nelle foto che parlano di donne
Nella sala consiliare sono ancora in mostra gli scatti di Pietro Carlo Rimoldi. La Pro loco: «Dedichiamo questa esposizione alle ragazze dell’Afghanistan»
Chianni. Questa estate la Pro oco di Chianni in collaborazione con il fotografo Pietro Carlo Rimoldi ha allestito una mostra fotografica dal titolo “Donne di Chianni, donne del mondo”. La mostra è stata inaugurata a luglio e conta circa 100 fotografie del Rimoldi, che ritraggono i volti delle donne di tutto il mondo, con una sezione che invece riguarda le signore del paese. In questo momento, spiegano i promotori dell’iniziativa, «ci sembrava doveroso esprimere una riflessione sulla condizione femminile nel mondo e soprattutto in Afghanistan. Vogliamo essere vicini alle donne di Kabul con questo piccolo pensiero di solidarietà sotto forma di immagini».
Ed ecco la lettera aperta inviata dalla Pro loco. «Il 15 luglio la Pro loco di Chianni ha inaugurato una mostra fotografica dal titolo “Donne di Chianni, donne del mondo”, un percorso fotografico del fotografo milanese Pietro Carlo Rimoldi che, nel corso di molti anni di viaggi, ha ritratto i volti femminili di parecchie donne nel mondo, fino a soffermarsi nel piccolo borgo di Chianni, nelle colline pisane, dove ha raccolto istantanee di vita femminile quotidiana. Ci riempiva di entusiasmo rendere omaggio ai volti femminili di tutto il mondo (dalla Birmania a Cuba, alla Cambogia, fino alla Toscana) così distanti e così diversi, eppure così simili nelle espressioni e nei gesti quotidiani».
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La Pro loco prosegue poi così: «Non potevamo immaginare che, a distanza di poche settimane, le cronache ci avrebbero restituito le fotografie delle donne di Kabul, nuovamente prigioniere, abusate, maltrattate. È un contrasto di immagini duro, a cui i nostri occhi non vogliono rassegnarsi. Vedere foto di donne serene, che lavorano, che si impegnano nella comunità ci sbatte in faccia la realtà cupa della mancanza di libertà che si respira altrove, dove le donne sono bottino di guerra. Quelle donne sono sorelle, madri, figlie, non possiamo permetterci di dimenticarle. Vorremmo dedicare questa mostra a loro, essere vicini alle donne afghane con un piccolo pensiero, che possa tenere viva la speranza di un futuro migliore». Questa, invece, la presentazione del fotografo Pier Carlo Rimoldi: «La mostra è la testimonianza di un percorso interiore e geografico. Un itinerario che si snoda tra gli occhi, il cuore, i sorrisi, i gesti femminili. Gli sguardi delle donne di tutto il mondo parlano di diversità e di contraddizioni, di uguaglianza, rispetto, e dei mille modi di essere donna in questa terra». E le fotografie racconteranno i volti delle donne ancora per un po’. Perché la mostra proseguirà per il resto di agosto.
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