Finanza
Il centrodestra: «La realtà è diversa dalla Deidda City»
santa croce. Non bastasse la questione Keu, che ha sconquassato il tessuto sociale ma anche quello politico di Santa Croce sull’Arno, adesso nella città capofila del distretto della pelle la bagarre si sposta sulla questione dell’accoglienza dei profughi afghani. La sindaca Giulia Deidda (Pd) come i colleghi della provincia pisana si è detta disponibile a lavorare per accogliere le persone che stanno fuggendo dal regime che stanno per instaurare nuovamente i talebani. Il giorno successivo è arrivata la presa di posizione dei consiglieri di opposizione Alessandro Lambertucci e Valentina Fanella, che attaccano la sindaca Deidda: «Se è giusto e sacrosanto aiutare chi ha collaborato con il governo italiano in Afghanistan, come pure chiedere che i paesi dell'Unione Europea approntino un piano condiviso per accogliere eventuali rifugiati, al contrario non riteniamo che spetti farlo in modo isolato ai sindaci italiani che sono già impegnati ad affrontare tante problematiche, soprattutto legate ai rischi Covid alla vigilia del delicato momento del rientro a scuola».
Poi l’attacco alla sindaca si sposta su un altro lato: «La subitanea disponibilitá della sindaca Deidda – continuano i due – non tiene poi conto della già numerosa e significativa presenza di stranieri e migranti nel nostro territorio e delle incontrate difficoltà oggettive di una vera integrazione che oggi, da noi, somiglia più ad una mera tolleranza economica che sul piano del sociale ci consegna una realtà ancora composta da separati compartimenti stagni. Che senso ha, quindi, dichiararsi prioritariamente disponibili all'accoglienza senza mettere in conto le già oggettive difficoltà della tenuta della nostra piccola comunità che già possiede il primato italiano di comune con la più alta presenza di stranieri? È lecito, quindi, pensare che ciò avvenga solo per l'ambizione di voler attingere alle gestione delle risorse che, per forza di cose, verrebbero stanziate a favore della rete dei centri di accoglienza ma, attenzione a non sottovalutare tutta una serie di criticità emergenti, prima tra tutte, la questione della tenuta sociale della nostra comunità santacrocese. Proposte estemporanee e ideologicamente orientate dimostrano ancora una volta, se necessario, che la Deidda City non corrisponde alla Santa Croce reale».
M.S.
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