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Ma non c’è ancora la decisione definitiva 

San Miniato, più sì che no per la Mostra del tartufo: «Ci stiamo lavorando»

Giacomo Pelfer
San Miniato, più sì che no per la Mostra del tartufo: «Ci stiamo lavorando»

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Giacomo Pelfer

San Miniato. Ci sono tre ipotesi sul tavolo della Mostra mercato del Tartufo di San Miniato. La meno probabile è quella di un’edizione tradizionale, ovviamente con una nuova disposizione che limiti gli assembramenti, oppure una versione ridotta, rigorosamente a “numero chiuso”, su cui pendono però tutte le incertezze legate alla sostenibilità economica e di bilancio. Se il gioco non valesse la candela, allora ad avere la meglio sarà la terza ipotesi: annullare tutto e rimandare la 50ª edizione di un altro anno ancora. È questo il dilemma che incombe sulla prossima Mostra Mercato in programma a novembre, che a distanza di un anno dalla prima cancellazione del 2020 rischia di dover slittare nuovamente al 2022. A deciderne le sorti sarà ovviamente l’andamento della pandemia alla fine dell’estate e le regole in vigore per il prossimo autunno.

«L’obiettivo è organizzarla, nonostante i dubbi», sottolinea il presidente di San Miniato Promozione Marzio Gabbanini, spiegando di avere in programma un incontro col sindaco Simone Giglioli a fine agosto, «per decidere definitivamente cosa fare – spiega – in base all’andamento della pandemia».

Il punto di partenza è rappresentato dal lavoro che era già stato fatto per l’edizione dello scorso anno, quando la cinquantesima Mostra Mercato era già praticamente pronta, ma il grosso dubbio è legato alla quantità di persone che eventualmente sarà possibile far affluire a San Miniato. «Ci stiamo lavorando già da alcune settimane – spiega Gabbanini –. Ovviamente siamo ripartiti dal lavoro fatto un anno fa, quando praticamente avevamo già tutto pronto, compresi gli ospiti e le iniziative collaterali. Il problema è che non si può pensare di portare nel centro storico di San Miniato 40 o 50mila persone tutte insieme. Servirà dunque un ingresso contingentato. E in quel caso stiamo valutando la possibilità di un’edizione in forma ridotta, puntando il più possibile sulla qualità e cercando di valorizzare al massimo gli spazi della città».

C’è da capire, però, se un’ipotesi del genere è sostenibile a livello economico. «Il grosso del nostro bilancio dipende dalla Mostra Mercato – riprende Gabbanini – il cui primo introito è rappresentato dal servizio di bus navetta. Se sugli autobus non si potranno far salire più di 10 o 15 persone diventa un problema. Anche di questo parleremo comunque con l’amministrazione comunale, di cui San Miniato Promozione alla fine è una sorta di “braccio armato”: se ci sarà una rimessa bisogna capire se il Comune è pronto a coprirne le spese». Ad ogni modo, se San Miniato, come sembra quasi certo, sceglierà di non rinunciare al tartufo, l’edizione 2021 sarà sicuramente diversa da sempre, con una nuova disposizione pensata per limitare gli assembramenti e insieme coinvolgere altri angoli della città. «Stiamo cercando comunque di vedere il bicchiere mezzo pieno – conclude il presidente Gabbanini – guardando alla pandemia come un’occasione per inventarci qualcosa di nuovo che permetta di godere meglio di San Miniato. Penso a piazza del Popolo, ad esempio, dove non sarà possibile un unico tendone con tutti gli espositori all’interno, ma dove piuttosto serviranno tante bancarelle che permettano anche di godere meglio della piazza».

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