Sicurezza
Pontedera, benvenuti in piazza Gino Strada. «Un atto di gratitudine»
Cerimonia d’intitolazione dello spazio davanti l’ingresso del circolo Arci al fondatore di Emergency. Sulla targa la frase “medico e uomo di pace”
PONTEDERA. «Non una cerimonia pomposa e nemmeno una liturgia, ma un atto di semplice gratitudine». Così il presidente del circolo Arci “Il Botteghino” a La Rotta Gianluca Macelloni ha voluto salutare coloro che ieri sera si sono raccolti nella “nuova piazza Gino Strada: medico e uomo di pace”. Un'area ovviamente non pubblica (le tempistiche per una intitolazione ufficiale non lo avrebbero consentito), ma da sempre di competenza dello storico circolo affacciato sull'Arno: un ex campino da calcetto riadattato ad area per concerti e attività culturali e sociali. Spazio che d'ora in avanti sarà nominato al celebre medico e attivista contro la guerra, scomparso bruscamente quattro giorni fa in Normandia. Un modo per mandare un messaggio alle istituzioni pontederesi, che nel 2020 avevano nominato Strada cittadino onorario e che tramite l'assessora al sociale Carla Cocilova nei giorni scorsi avevano accettato l'invito, proveniente da varie parti, di trovare un luogo consono per ricordarne la figura. Operazione ora anticipata dal circolino.
Una targa che ha anche dato la possibilità di ricordare 27 anni di attività di un'associazione, Emergency, presente oggi con i suoi medici in una miriade di paesi, Italia compresa, insieme anche all'Afghanistan, dove proprio in questi giorni si palesano i tragici effetti di una guerra volta al termine come era iniziata 20 anni fa: un mare di vittime e i talebani al potere. «Dalla fondazione di Emergency 27 anni fa, nel 1994, Gino ha costruito un'associazione in grado di offrire cure a più di 11 milioni di persone, in ogni parte del mondo – hanno dichiarato i volontari del nodo pisano dell'associazione –. Anche nel remoto Afghanistan, in questi giorni tornato alla ribalta dei media per quel che sta succedendo e per le immagini terribili che arrivano. Gino, già dal principio di questa guerra, era lì con i suoi collaboratori a curare le prime vittime di ogni guerra: la popolazione civile. Diceva di non essere un pacifista, ma di essere contro la guerra. Probabilmente perché, come pochi altri, aveva visto da vicino gli orrori e l'insensatezza della guerra».
Numerosi gli interventi degli aderenti all'iniziativa, come Tavola della Pace, associazione “La Rossa”, circolo Arci “Albero del Pepe”, Associazione di Amicizia Italia-Cuba, lista civica Progetto Pontedera.
«Diceva Tom Benettollo, presidente nazionale dell'Arci che abbiamo perso bruscamente nel 2004, che il ruolo che i cittadini possono avere nel promuovere pace e diritti è un ruolo che è specificatamente nostro: dei movimenti, della società civile – ha ricordato Virginia Marchetti, di Arci Valdera –. Poiché altre forze più istituzionali non hanno, non potrebbero avere, la stessa capacità di uscire dagli schemi. Quando Tom ebbe il malore che in poche ore lo portò via, uno dei primi a prestargli soccorso fu proprio Gino Strada. Ed è proprio grazie a persone come lui che la società civile italiana non ha perso la propria capacità di opporsi alle guerre».
Convinti promotori della nomina della piazza, insieme ai volontari del circolo Arci, sono stati i militanti di Rifondazione comunista, impegnati proprio in queste settimane in una serie di iniziative politiche proprio nello spazio appena nominato. «Vent’anni fa il movimento pacifista e no-global era cosi possente da venir definito “la seconda Potenza mondiale dopo gli Stati Uniti” – dice Stefano Ciacchini del Prc –. Oggi temi come la pace sono purtroppo estromessi dalle agende parlamentari».
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