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Pontedera

«Quando è squillato il telefono ho subito pensato al disastro»

Danilo Renzullo
«Quando è squillato il telefono ho subito pensato al disastro»

Uno degli eroi del cielo che hanno combattuto per ore l’inferno rosso sopra al paese di Vicopisano  

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Danilo Renzullo

VICOPISANO. «Dall’alto la vista è impressionante: il grigiore della terra bruciata e illuminata dalle fiamme che continuano a inghiottire centinaia di alberi. Uno strazio a cui purtroppo siamo abituati. E che combattiamo giorno dopo giorno. Sappiamo che siamo la principale arma per domare una montagna in fiamme e per questo non ci tiriamo mai indietro. Affrontiamo il fumo, la scarsa visibilità e tutti i pericoli di un’operazione che può avere un solo risultato: la vittoria sul fuoco».

Marco Marchi è uno degli eroi del Monte Pisano. Classe 1960, massese, elicotterista da 27 anni e da 14 nel settore dell’antincendio boschivo, è stata una delle centinaia di persone che tre anni fa hanno lottato per domare quel fuoco che ha incenerito il polmone verde del Pisano. Domenica mattina, all’alba, il suo cellulare è tornato a squillare. Una richiesta di intervento. L’ennesimo sos delle ultime settimane. Uno dei tanti lanciati per salvare dal fuoco una montagna, una collina o un’area verde della Toscana.

Alle 6.20, pochi minuti dopo la chiamata della sala operativa, è decollato dalla base della Macchia Antonini, nei pressi di Pistoia.

Dipendente di una società salernitana che gestisce una parte del servizio antincendio della Toscana, Marchi è stato il primo, domenica, a sorvolare in elicottero la zona di Vicopisano avvolta dalle fiamme. Pochi minuti dopo si sono aggiunti altri tre elicotteri (provenienti da Pisa, Lucca e Massa) e un canadair. Oltre due ore di lavoro, prima del rientro in base per un rifornimento di carburante e la partenza verso ValdiCastello per contribuire allo spegnimento di un incendio che ha inghiottito una collina. Un totale di 54 lanci per domare il fuoco e scongiurare più gravi conseguenze.

«A Vicopisano siamo stati favoriti dalla presenza di acqua nelle vicinanze dell’incendio che ha permesso di accorciare i tempi di rifornimento e di lancio - spiega Marchi -. Non è stato però un intervento semplice: operavano quattro elicotteri e un canadair. Una forte presenza aerea che richiede un grande e minuzioso coordinamento, soprattutto vista la gran quantità di fumo che abbassa la visibilità». Un intervento risolutivo, quello aereo, che ha concluso le operazioni di contenimento dell’incendio concretizzate di notte dalle squadre a terra. «È il nostro lavoro - conclude Marchi -, ma fa male vedere centinaia di alberi avvolti dalle fiamme e interi territori inceneriti. Il nostro è un lavoro, ma sappiamo che quando il telefono squilla c’è un disastro».

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