Il dolore
Dolore e applausi Così Pontedera saluta Papiani, uomo della gente
Centinaia di persone presenti alla chiesa di San Giuseppe Il figlio Francesco: «Ricordatelo col suo sorriso di sempre»
Tommaso Silvi
PONTEDERA. Nella chiesa del quartiere simbolo della città. Circondato da centinaia di persone commosse e stravolte dal dolore. Se ne è andato così Marco Papiani, 62 anni, ex assessore al Bilancio del Comune di Pontedera nella legislatura del sindaco Simone Millozzi. L’ultimo saluto ieri mattina, al San Giuseppe. Le ultime parole pronunciate dall’altare sono quelle del figlio Francesco, seduto in prima fila durante la cerimonia, insieme alla sorella, Ilaria.
«Grazie a tutti quelli che ci sono stati vicino. Tutte quelle persone che ci hanno manifestato stima e affetto. E grazie al personale dell’Istituto oncologico europeo di Milano, e a quello del reparto di oncologia dell’ospedale di Pontedera. Babbo – dice Francesco non riuscendo a trattenere un briciolo di comprensibile commozione – era una persona che amava la socialità e il contatto. La mia paura più grande, quando è scoppiata la pandemia, era quella di non riuscire a salutarlo nella giusta maniera. Insieme ai suoi amici, alla sua gente, alla sua città. E invece ce l’abbiamo fatta. Se c’è una cosa che tutti ci hanno ricordato, parlando di babbo, è la contagiosità del suo sorriso. Ecco, ricordatelo così. Immaginatevelo sempre con quel sorriso e con la sua immancabile bicicletta, con cui si spostava in ogni angolo di Pontedera».
Nel giorno dell’ultimo saluto al consulente finanziario da anni tra i 100 migliori nel suo campo in Italia, nel piazzale della chiesa c’è un popolo che piange.
Dai rappresentanti delle squadre di calcio cittadine, con la dirigenza del Pontedera calcio e l’allenatore della prima squadra, Ivan Maraia, fino ai rappresentanti del circolo tennis pontederese. E poi numerosi esponenti della politica. Dai colleghi del Comune all’assessora regionale, Alessandra Nardini.
Perché la forza di Papiani era proprio questa. Riuscire a mettere insieme mondi diversi. Essere attore protagonista – ma silenzioso e mai fuori dalle righe – di diversi angoli della società. «Ci sembra strano parlare di Marco usando verbi al passato. Lui – dice don Giorgio Karpinsky, parroco di San Giuseppe – era un amico di tutti. E ora gli chiediamo di trattarci da amici, come ha sempre fatto, e di proteggerci nel nostro cammino di vita». Dal centro di Pontedera a Fuori del Ponte. È racchiusa qui la vita di Marco Papiani. Cresciuto in via Primo Maggio, ha cominciato a frequentare l’oratorio di San Giuseppe dove ha incontrato l’amore della sua vita, Nicoletta, conosciuta insegnante della scuola elementare Pascoli, sempre a Pontedera. Papiani conosceva ogni virgola della città. Fuori del Ponte era molto noto per la sua avventura da calciatore nella squadra dell’Oltrera. È stato inoltre tra i fondatori della formazione di calcio amatoriale del Bar Baldini. Papiani ha seminato correttezza, competenza e sincerità. Lo ha fatto davvero. Con impegno. Nella politica e nella vita. E infatti a salutarlo c’è un sacco di gente. Un applauso saluta l’uscita della salma dalla chiesa.
Un applauso convinto, sentito, che si alza nel silenzio totale. Coi ragazzini dell’Oltrera e del Pontedera calcio schierati in fila fuori dalla chiesa. Un applauso per un uomo che nel 2017 ha scoperto di avere una malattia terribile. Ma l’ha combattuta a testa alta, sempre col sorriso. Sempre sulla sua bicicletta. Girando per la città che ha sempre amato. E che ieri lo ha omaggiato ricambiando l’amore viscerale.
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