Il Tirreno

Pontedera

Un collega e amico su cui potevi sempre contare

Un collega e amico su cui potevi sempre contare

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Pensare a Marco Papiani è come rinverdire dieci anni di lavoro fatto fianco a fianco nella giunta del Comune di Pontedera. Ma soprattutto a un amico che è stato molto importante per me e la mia famiglia in tutto questo tempo.

Prima di entrare nel gruppo di assessori guidati dal sindaco Simone Millozzi, eravamo semplici conoscenti. Poi, piano piano siamo diventati amici soprattutto grazie alla qualità più importante che aveva Marco, quella di regalare sempre un sorriso a chi ne aveva bisogno. Sia nella mia attività di amministratrice che nella vita privata, ho attraversato qualche momento di difficoltà. Marco Papiani ha saputo stare vicino a me, aiutarmi e darmi conforto. Chiedeva sempre di mia figlia Francesca e lei, poco dopo la sua morte, mi ha chiamata per dirmi quanto era addolorata per la morte di Marco

Sapeva aiutare le persone, ma anche infondere coraggio. Se c’era un problema a livello di amministrazione comunale o se si presentava una situazione personale a cui rimediare, la frase che gli sentivi dire era sempre “vediamo cosa si può fare per trovare una soluzione”. E alla fine la trovava.

Marco era così, generoso e gentile, pacato e capace di darti una mano per quello che poteva fare. Una perdita enorme per me, ma anche per la collettività. E se penso a quello che ha passato con la malattia, alla battaglia che ha intrapreso mettendoci anima e corpo, ai sacrifici che ha fatto per superare questa situazione, non riesco a trattenere la commozione.

Per me lui c’è sempre stato e questo mi rende triste, perché perdo molto. Ma al tempo stesso credo che il modo con cui ha affrontato la sofferenza degli ultimi anni debba essere presa a esempio per come si affrontano queste brutte esperienze. Che, però, purtroppo fanno parte della vita. Quella che lui ha sempre cercato di vivere col sorriso sulle labbra e tentando di trovare un rimedio a ciò che non andava. Quando lo incontravi, negli ultimi anni, e gli chiedevi come andasse il suo stato di salute, rispondeva sempre aggiornandoti sulla situazione, ma anche informandoti delle cose che doveva fare, delle terapie che aveva già in programma.

Dava l’idea di riuscire a superare anche questa difficoltà. Non ho mai avuto la sensazione che non ci fosse niente da fare, dopo aver parlato con lui della malattia. Purtroppo non è andata così. Ma nel cuore di chi lo ha conosciuto rimarrà un grande insegnamento, quello di cercare di vivere col sorriso e la speranza di poter trovare una soluzione a tutto ciò che di brutto ci può capitare.

*ex assessora alla scuola

del Comune di Pontedera



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