Lutto
Addio al giornalista Riccardo Cardellicchio
Ha lavorato per tanti anni al Tirreno poi dal 1999 al 2009 è stato assessore alla cultura al Comune di Fucecchio
FUCECCHIO. Gli occhiali da vista sempre calati sul naso. Lo sguardo fermo sulla persona che gli parlava davanti. E poi spostato verso un punto della stanza come a metabolizzare le parole appena ascoltate. Una scena che si ripeteva ogni giorno in redazione. In tutte quelle dove ha lavorato al Tirreno. E sono tante: Grosseto quando ancora il nostro giornale si chiamava Telegrafo, poi Pontedera, Empoli, Prato e Livorno, ma anche Pescara, a Il Centro. Un bagaglio di esperienza maturato nei tanti anni – poi messo a frutto nel decennio in cui è stato assessore alla cultura nella sua Fucecchio – in cui ha svolto la professione di giornalista, formando tanti giovani che poi sono diventati suoi colleghi.
Per questo è dura dare la notizia della morte di Riccardo Cardellicchio avvenuta ieri sera all’età di 82 anni nell’abitazione di famiglia in via delle Fornaci a Fucecchio, la stessa dove sarà esposta la salma prima del funerale, programmato nella Collegiata lunedì 16 agsoto alle 10.
Riccardo era malato da tempo. Soffriva di una forma degenerativa di una grave malattia che gli aveva debilitato il corpo, ma non la testa. Fino all’ultimo è stato lucidissimo ed è deceduto mentre nella stanza da cui non usciva da tempo era presente sua moglie Franca, la donna con la quale ha diviso la vita. Era lei che lo accompagnava al lavoro e che poi, la sera anche a tarda ora, lo riportava a casa, visto che Cardellicchio non aveva la patente di guida. Era lei che lo calmava dalle arrabbiature. Ed era sempre lei che lo sapeva consigliare per fare le scelte giuste.
Una figura commovente, perennemente al fianco del marito nel bene e nel male. Sempre disposta a seguirlo nelle sue avventure da giornalista di altri tempi, quando i telefonini non c’erano e la possibilità d’informarsi su un fatto da mettere sul giornale era quasi sempre solo quella di andare a vedere di persona.
Riccardo era nato il 2 maggio 1939 e da sessantenne è andato in pensione. Ma non nel senso classico del termine. Impossibile tenere a freno quella mente che tanto aveva utilizzato nei suoi anni al giornale. Così nel 1999 è diventato assessore alla cultura del Comune di Fucecchio con il sindaco Florio Talini, mantenendo poi l’incarico anche con il sindaco Claudio Toni. Cultura e politica nel centrosinistra, il suo habitat naturale con tante iniziative tra cui l’istituzione del premio Leone rampante nel 2004 che poi il Comune ha assegnato a lui nel 2015.
Un lavoro assiduo anche dal punto di vista della produzione di libri. Tra le tante pubblicazioni anche “L’estate del ’44 (L’eccidio del padule di Fucecchio)”, diventato in seguito rappresentazione teatrale.
Cardellicchio lascia i figli Mauro, libero professionista, e Lorella, insegnante alle scuole primarie Pascoli di Fucecchio. Oltre a tre nipoti e altrettanti bisnipoti. E tanti colleghi affranti dalla notizia che Riccardo non c’è più.
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