Sicurezza
La sagra del paese si veste a lutto: «Siamo tutti sconvolti»
MONTEROTONDO MARITTIMO. «Non possiamo bloccare la manifestazione. La nostra è una piccola realtà. Non siamo un ristorante, non possiamo riutilizzare la merce. Ma siamo in difficoltà, perché nessuno ha più voglia di festeggiare». Matteo Bugelli è il presidente dell’Usd Monterotondo, la squadra di calcio del paese dove abitava Silvia Manetti, e dove risiedeva il suo assassino, il fidanzato Nicola Stefanini, che l’ha accoltellata sulla strada che porta al paese, nella notte tra mercoledì e giovedì. «Lui lo conoscevo di vista – dice Bugelli – a volte veniva a vedere le partite della squadra. Sembrava un bravo ragazzo, non potevamo immaginare che arrivasse a compiere quel gesto orribile».
La sagra della Pecora e del Maiale, però, malgrado tutto, non si è fermata. Giovedì, alcune ore dopo il delitto, alla pista dei Castagni la gente ha mangiato e bevuto ai tavoloni che caratterizzano l’evento.
«Non c’era un bel clima – dice Bugelli –, e abbiamo deciso di interrompere ogni tipo di intrattenimento musicale. Le persone che vogliono venire a mangiare possono farlo tranquillamente, ma non c’è alcun festeggiamento e alcuna voglia di fare baldoria. Il nostro – prosegue il presidente dell’Usd Monterotondo – è un piccolo paese, dove tutti si conoscono. Una notizia come quella della morte di Silvia, oltretutto ad opera del fidanzato, ci addolora profondamente e ci sottopone a una situazione di choc importante».
Infine, Bugelli ricorda la vittima. Silvia. Quella ragazza dal sorriso gentile «che si era fatta ben volere in paese, nonostante ci abitasse da circa un anno. Lavorava al bar in piazza Cheli – conclude Bugelli –, ed era sempre carina e professionale con tutti i clienti. Non la dimenticheremo, perché ormai faceva pienamente parte della nostra comunità».
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