Il dolore
Iscrizioni, critiche dal Pd provinciale al sindaco D’Addona
CRESPINA LORENZANA. Il Partito democratico provinciale contro il sindaco del Pd di Crespina Lorenzana Thomas D’Addona per la vicenda delle iscrizioni a scuola solo per residenti.
A parlare è la commissaria provinciale del Pd e senatrice Valeria Valente: «I progetti di didattica innovativa, come appunto “Scuola senza zaino”, portano un valore aggiunto in un territorio, ma soprattutto rappresentano investimenti preziosi per i nostri bambini e le nostre bambine e che anche per questo vadano difesi e al contempo valorizzati. Come Partito democratico di Pisa in questi mesi abbiamo lavorato, anche su istanza dei nostri livelli territoriali, per mettere in campo soluzioni diverse da quella adottata dall’attuale amministrazione che ha scelto di limitare l’accesso a quell’esperienza sulla base di criteri che ci sono apparsi da subito eccessivamente e inutilmente rigidi. In particolare per tempi e modalità».
Valente racconta di una sorta di “muro contro muro” innescato da D’Addona. «Ci siamo anche offerti di mettere in piedi un confronto con gli altri sindaci della zona interessati, raccogliendo inoltre la disponibilità a partecipare dell’assessora regionale all’istruzione Alessandra Nardini che, sebbene la Regione sia priva di competenza in materia, sappiamo essersi più volte interfacciata con il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale per trovare una diversa soluzione».
Ma il tentativo di far cambiare idea al sindaco continua, «pur sapendo che le scelte sugli organici sono ormai state fatte dagli uffici competenti e che quindi sarà più difficile intervenire, di provare comunque a trovare una soluzione diversa da quella ad oggi prospettata anche solo prendendo in considerazione, se fosse in qualche altro modo sostenibile, un rinvio della decisione come avevamo da tempo suggerito. Ribadiamo la necessità di costruire sempre percorsi condivisi con le nostre comunità, ancor di più se si tratta di tutelare i diritti dei bambini e delle bambine e di scongiurare sempre scelte che appaiono, al di là delle buone o migliori intenzioni, come inutili bracci di ferro o prove muscolari, recuperando anche una diversa e più proficua modalità di ascolto e dialogo con sindacati, genitori e mondo della scuola».
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