Il dolore
Cocaina e hashish per Siena e Firenze smistati da Pontedera
Un giro di spaccio gestito durante il periodo del lockdown La droga nascosta nelle mascherine per evitare i controlli
Libero Red Dolce
pontedera. Dal sequestro di due chili di marijuana alla scoperta di un giro di spaccio che aveva cambiato i suoi sistemi, ma non la sua redditività, durante il lockdown. E con una peculiarità logistica: la droga, cocaina e hashish, veniva gestita da una banda che utilizzava la provincia di Pisa, Pontedera in particolare, per approviggionarsi. E poi distribuire e rivendere lo stupefacente al dettaglio nelle province di Siena e di Pisa.
L’operazione Bastione, partita dai carabinieri di Siena e poi allargatasi a quelli di Firenze, ha portato a quattro arresti e altri 18 indagati, un grande giro di spaccio di droga nella Toscana interna che faceva spola sulla costa. Questo giro collegato con le indagini per la morte per overdose della ex ciclista professionista Ilaria Rinaldi, trovata senza vita nella sua abitazione di Gambassi Terme nell'aprile del 2018. Nella casa dell’ex campionessa i carabinieri avevano trovato siringhe, un laccio emostatico e resti di eroina.
La banda, formata tutta da stranieri che da tempo risiedono in Italia, almeno la maggior parte di loro, riusciva a far fruttare 35mila euro dal suo sistema facendo una sorta di servizio a domicilio.
Le auto si spostavano di provincia in provincia, prendendo la droga da Pontedera, e raggiungevano i clienti a casa. Allora non ci si poteva muovere e sarebbe stato difficile motivare uno spostamento con motivi di acquisto droga.
Per occultarla la droga veniva nascosta nelle mascherine o fatta portare addosso ad alcune ragazze. E fu proprio un’auto intercettata al confine tra la provincia di Pontedera e quella di Siena ad allargare ulteriormente il raggio dell’indagine.
I carabinieri, durante l'operazione Bastione, hanno sequestrato oltre un chilo di cocaina, tre chili di marijuana e 900 grammi di hashish. Secondo quanto ricostruito durante il periodo delle indagine, con una maggiorazione dei prezzi di vendita per il consumatore finale, la droga veniva consegnata a domicilio, utilizzando le mascherine chirurgiche per nascondere le dosi. Un modo per sembrare anche ligi al rispetto delle regole.
E c’era anche una mossa strategica in caso di controlli delle forze dell’ordine. Per evitare i controlli in periodo di pandemia, i pusher sostenevano infatti di non potersi togliere la mascherina perché recentemente venuti a contatto con persone positive al coronavirus. Un deterrente piuttosto efficace.
Il giro di spaccio che è stato identificato dai militari è piuttosto ampio, con una rete di clientela a largo raggio: raggiungendo i comuni di Siena, Monteriggioni, Colle di Val d'Elsa, San Gimignano, Poggibonsi, Certaldo, Castelfiorentino, Gambassi Terme, Montaione, Barberino Valdelsa, Montelupo e Pontedera.
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