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La consigliera Sarperi: «L’Asl rifletta sul futuro del nostro ospedale»

La consigliera Sarperi: «L’Asl rifletta sul futuro del nostro ospedale»

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VOLTERRA. «Verso dove stiamo portando il nostro ospedale?». È la domanda che pone nella discussione sulla sanità volterrana la consigliera comunale del Gruppo misto Federica Sarperi, ex del gruppo di maggioranza #fareVolterra. Un’uscita che è stata dovuta a contrasti col sindaco Giacomo Santi proprio sulla riorganizzazione del Santa Maria Maddalena voluta da Regione e Asl Toscana Nord Ovest.

«È lecito e doveroso voler sapere nel dettaglio il futuro dell’ospedale – dice la consigliera comunale – e anche voler comprendere le ragioni che hanno condotto a questo tipo di riorganizzazione e non ad altre. Se, come sembrerebbe confermare la soppressione del reparto di sub-intensiva cardiologica e della guardia cardiologica h24 scattate subito dopo la firma del progetto, il riferimento è la legge Balduzzi, qual’è la logica discrezionale con la quale essa viene applicata a certe realtà ospedaliere e non ad altre pur con le stesse caratteristiche? E davvero, come da tempo riportano le “voci del popolo”, il Santa Maria Maddalena sarà quindi alla fine ridotto solo a quel pronto soccorso la cui immagine grafica campeggia anche all’interno della scheda progettuale?».

Sarperi riprende quanto detto dall’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini durante il consiglio comunale aperto sul tema della sanità: «Ha fatto riferimento alla positiva possibilità di appellarsi all’articolo 20 per attingere ai finanziamenti ministeriali che potrebbero accelerare l’arrivo dei 6 milioni di euro previsti e legati al “Progetto Volterra”. Ricordiamo che tale finanziamento è sostanzialmente destinato alla ristrutturazione del pronto soccorso. Ma prendere il finanziamento significherà accettare con esso la riorganizzazione complessivamente prevista? E quindi di fatto insieme alla ristrutturazione del pronto soccorso che cosa di preciso accettiamo?».

La consigliera del Gruppo misto continua a porre domande come «per i nostri cittadini è più utile avere prima le ristrutturazioni o sono più utili servizi efficienti intorno a cui, solo successivamente, costruire un contenitore adeguato? A che cosa mai potrà servire questo nuovo pronto soccorso se già oggi è di fatto impossibilitato ad accogliere numerose tipologie di utenti?».

Non avendo al momento risposte significative a tutte queste domande, secondo l’ex esponente del gruppo di maggioranza che in consiglio comunale a Volterra appoggia la giunta guidata dal sindaco Santi, serve un appello «alla riflessione, al buon senso, al passo indietro su certe decisioni ma al passo in avanti su altre, all’approfondimento delle situazioni, all’ascolto, alla reale comprensione delle aspettative dei cittadini e dei loro bisogni, di coloro che, come gli utenti e gli stessi operatori, vivono sulla propria pelle certe situazioni. Tutto ciò dovrebbe portare appunto a riflessioni e future proiezioni: su dove possiamo e vogliamo realmente portare i cittadini e i territori amministrati e, in fondo, su dove la politica vuole portare se stessa».

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