Sicurezza
Ambulanti e fiere a rischio, pronto il ricorso al Tar
PONTEDERA. «Il Green pass mette a rischio le fiere».
L’allarme arriva dall’Anva, la confederazione dei venditori ambulanti di Confesercenti, secondo cui «molti Comuni, preoccupati dalle difficoltà legate ai controlli sui certificati vaccinali, sono pronti ad annullarle nonostante non ci sia alcuni divieto a loro svolgimento. Siamo pronti a ricorrere anche al Tar nei confronti dei Comuni che cancelleranno le manifestazioni perché non in grado di organizzare fiere con le nuove norme».
Il presidente di Anva Roberto Luppichini e i responsabili settore fiere di Pisa e Lucca Marco Marinai e Leonetto Pierotti spiegano che «le fiere sono le uniche attività all’aperto a essere state sottoposte all’obbligo di Green pass. L’ennesimo duro colpo per il nostro settore: avevamo già denunciato l’impossibilità di fare controlli in questi eventi. Adesso se ne sono accorti anche i Comuni: molti hanno rinunciato a organizzarle o sono pronti ad annullarle per le difficoltà dei controlli. All’aperto con vari accessi, è complesso verificare. Inoltre, il decreto non fa chiarezza sui responsabili dei controlli. Comprendendo le difficoltà degli amministratori comunali, non bisogna però dimenticare che adesso non ci sono norme che impediscono le fiere come nei precedenti decreti governativi».
Dall’Anva ribadiscono che «esiste solo l’obbligo di Green pass. Questo vuol dire che spettano ai Comuni, in qualità di organizzatori, gli strumenti per lo svolgimento. Altrimenti siamo pronti alle vie legali per chiedere i giusti risarcimenti».
Gli ambulanti di Confesercenti si stanno muovendo a livello nazionale per ottenere un chiarimento dal governo «per parificare le fiere ai mercati, dove non esiste obbligo di certificazione. Auspicavamo che l’estate fosse un momento di ripresa. Così, invece, vediamo sfumare pure questa speranza. La pandemia ha messo a dura prova le 200mila imprese del settore: ogni giorno di inattività ha fatto sparire 27 milioni di euro di fatturato. Molti ambulanti hanno scelto di cessare l’attività: stiamo parlando di intere famiglie che non hanno più un lavoro».
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