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Pontedera

raccolta fondi 

Non fiori ma donazioni all’associazione Agbalt per ricordare la giovane

Non fiori ma donazioni all’associazione Agbalt per ricordare la giovane

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PONTEDERA. Un post su Facebook per annunciare la morte di Mariami Kokeladze e la raccolta fondi promossa dalla famiglia per effettuare donazioni all’associazione Agbalt di Pisa. È quello pubblicato sulla pagina del social network dell’Itc Fermi di Pontedera e dire a tutti che, per ricordare la 18enne morta per la leucemia, saranno ben accette donazioni e non opere di bene.

Agbalt significa Associazione genitori per la cura e l’assistenza ai bambini affetti da leucemia o tumore. Una di quelle realtà a cui andrebbe fatto un monumento, altro che semplici donazioni. Volontari che spendono il proprio tempo libero e anche di più per sostenere famiglie alle prese con un dolore e con incombenze impossibili da comprendere fino a quando non arriva una diagnosi di un medico che stravolge l’esistenza. Dal Fermi dicono che i soldi ricavati in memoria di Mari serviranno per realizzare un nuovo day hospital per il sistema sanitario pisano dedicato ai bambini e ai ragazzini che affrontano queste tremende malattie.

Un aiuto concreto che punta a creare ulteriori strutture dopo quelle costruite grazie ai fondi raccolti come L’isola dei girasoli e Il villaggio del sorriso. Nel primo caso si tratta di un residence pensato per ospitare le famiglie a medio e lungo termine, che comprende 12 appartamenti da 60 metri quadri ciascuno con salotto cucina, bagno, camera con 3 posti letto, terrazza e salotto comune. «La nostra missione è far sentire ogni bambino in famiglia, per questo motivo al quarto piano è presente un’ampia sala ludica di circa 85 metri quadri, dove poter giocare in compagnia – dicono dall’associazione –. Al piano terra si trovano sia l’appartamento del portiere, che i nostri uffici e la sala riunioni, per uno spazio complessivo di 190 metri quadrati».

A dicembre 2019, invece, è stato inaugurato anche l’edificio A del villaggio del sorriso. Pensato per soggiorni di durata intermedia, dalle 2 settimane ai 2 mesi, con i suoi 8 monolocali di circa 35 metri quadrati ciascuno, dotati di bagno per disabili e cucinotto, e l’ascensore, può ospitare otto famiglie, anche con persone disabili. Una costruzione che conta anche l’edificio B con quattro monolocali anche in questo caso per soggiorni brevi di famiglie che devono stare vicini ai loro figli durante i ricoveri all’ospedale di Pisa.

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