Sicurezza
Il sindacato di base va all’attacco dei sindaci coinvolti
chianni. «Evidentemente il sindaco di Chianni Giacomo Tarrini, che non vede l’ora di sedersi al tavolo con Macelloni e il Gruppo Vergero, più che della salute dei suoi cittadini si interessa che possa andare in porto un accordo che nasconde la pericolosità del conferimento dell’amianto nella discarica della Grillaia».
Inizia così un comunicato del sindacato generale di base (Sgb) Pisa-Valdera.
«Sicuramente Tarrini ha sbagliato mestiere, perché la sua preoccupazione principale da sindaco dovrebbe essere quella di garantire la salute della sua comunità e del suo territorio, non quella di ricercare accordi che possano garantire qualche operazione finanziaria buona per pochi, ma che sicuramente danneggia tutti – riprende il sindacato –. A Macelloni (Renzo, il sindaco del Comune di Peccioli, ndr) non costa nulla dire che gli eventuali vantaggi economici di un possibile accordo dovranno rimanere ai Comuni coinvolti per la cura del territorio. Macelloni, che ama così tanto il nostro territorio, dovrebbe spiegare come mai non ha mai fatto una seria battaglia per evitare che la Valdera diventasse la discarica di mezza regione. E, secondariamente, dovrebbe spiegare come intende salvaguardare la salute dei cittadini e del territorio facendo arrivare una montagna di amianto, mentre al gruppo Vergero interessa solo il fiume di soldi che il conferimento dei 270 mila metri cubi di amianto in discarica porterà nelle sue tasche. Il resto sono solo parole».
«Tarrini a nostro avviso sbaglia, ma sbagliano, salvo qualche eccezione, tutti i sindaci della Valdera e Alta Valdera, perché col loro silenzio avallano quella roba fatta male realizzata dalla Regione Toscana quando ha rilasciato l’autorizzazione alla riapertura della Grillaia, che sarà dannosa per la salute di noi tutti, ma anche distruttiva per le nostre bellissime colline – afferma il sindacato generale di base Pisa-Valdera –. Come al solito, dietro alla posizione della Regione e al silenzio assordante dei sindaci, vi è una precisa scelta politica, che punta ancora verso un modello di sviluppo non più sostenibile. L’alternativa si chiama impianti di inertizzazione dell’amianto, dove non solo viene eliminata la sua pericolosità, ma addirittura attraverso un processo particolare di vetrificazione può essere riutilizzato in moltissime produzioni, creando lavoro e valorizzazione ambientale».
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