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mobilità sostenibile e turismo 

A piedi o in bici lungo il percorso dell’ex ferrovia Lucca-Pontedera

Nicola Nucci
A piedi o in bici lungo il percorso dell’ex ferrovia Lucca-Pontedera

Primi segnali concreti del mega progetto da 25 chilometri Coinvolti anche Buti, Vicopisano, Bientina e Calcinaia

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Nicola Nucci

PONTEDERA. Passo in avanti verso la nascita della ciclovia turistica Greenway, per fare della ex linea ferroviaria Lucca-Pontedera un percorso per amanti del trekking, della pedalatala e delle escursioni a cavallo, attraversando una meravigliosa cornice fatta di natura e storia. Il Comune di Capannori ha affidato l’incarico per realizzare il progetto preliminare (alla Econnverso Studi di Lucca) per la riconversione del tracciato in disuso dai tempi della seconda guerra mondiale.

L’idea è quella di utilizzare i sentieri naturali ed il sedime della vecchia ferrovia come pista ciclabile. Il tracciato della ferrovia, lungo 25 chilometri, partiva da Lucca passando lungo l’acquedotto monumentale del Nottolini e arrivava a Pontedera costeggiando l’oasi del Bottaccio e il lago della Gherardesca. Motivo per cui è un progetto a più mani, con Capannori capofila, che coinvolge anche i comuni del territorio del comprensorio dei Monti Pisani, con cui venne sottoscritto un protocollo d’intesa.

Della vecchia linea ferroviaria Lucca–Pontedera che si sviluppava in parte lungo la sponda occidentale dell’ex-lago di Bientina (o lago di Sesto) sono rimaste poche tracce: inaugurata nel 1928 (anche se il progetto per la sua costruzione risale al 1919 e i lavori partirono nel 1922) venne pesantemente danneggiata dai bombardamenti alleati nel 1944. Finita la guerra a lungo fu ventilata l’ipotesi dei una sua ristrutturazione, addirittura partirono i lavori in questa direzione, ma furono sospesi quasi subito. Risistemare quei 25 chilometri di ferrovia avrebbe richiesto troppe risorse e, alla fine (era il 1958) fu deciso di abbandonarla.

Gran parte del materiale che costituiva la ferrovia fu smantellato, ma molto è rimasto, soprattutto nelle strutture. Tra queste una delle parti sopravvissute e meglio conservate (e carica di fascino) è rappresentata dalla galleria subalvea che passa sotto la Visona, un torrente pensile sulla campagna circostante a Castelvecchio di Compito. Una galleria che fu usata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale per nascondere al suo interno un cannone Leopold. In questo punto ci si arriva anche dal lago della Gherardesca (altra zona naturale che il Comune intende acquisire per inserirla nel circuito del turismo naturalistico).

La linea toccava le frazioni capannoresi di Parezzana e Toringo, San Leonardo, Sant’Andrea, San Ginese, Pieve e Colle di Compito passando sul ponte del Rogio e dell’Ozzeri, poi in territori pisano Buti, Vicopisano, Bientina, Calcinaia fino a Pontedera. Da molti anni si parla recuperare il tracciato dell’ex ferrovia, e una prima svolta è arrivata nel 2019 con l’accordo, per la sua valorizzazione, tra il Comune di Capannori, Lucca e i paesi del Monte Pisano. Un progetto nato esattamente a un secolo di distanza da quel 1919 in cui la ferrovia fu concepita.

Un progetto su cui i Comuni coinvolti puntano molto per offrire maggiori opportunità di svago a cittadini e turisti e per creare le giuste condizioni affinché i flussi dei visitatori nelle singole località aumentino grazie a questa ambiziosa operazione di mobilità.

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