La protesta
Piaggio chiusa fino al 23 agosto, poi via all’intesa per assumere
Quindici giorni di stop produttivo per tutti i reparti. L’ultimo venerdì del mese incontro dirigenti-sindacati
PONTEDERA. Venerdì l’ultimo giorno di lavoro. Poi cancelli chiusi per due settimane di ferie che termineranno il 23 agosto, giorno in cui tutti i reparti della Piaggio riprenderanno la produzione. Quindici giorni come l’anno scorso, ma questa volta lo scenario detta scadenze importanti per l’occupazione, visto che in ballo ci sono le assunzioni dei contratti a termine.
Il 27 agosto prima riunione tra dirigenti e sindacati dopo la pausa estiva con l’obiettivo di chiudere l’accordo per la deroga al decreto Dignità prima che i cosiddetti “contrattisti” esauriscano i loro rapporti di lavoro con l’azienda del Gruppo presieduto da Roberto Colaninno. In ballo c’è il destino di oltre 400 persone assunte a tempo determinato in questa fase caratterizzata dal picco produttivo. Due i momenti in cui cesseranno i contratti attualmente in corso, il 25 settembre e il 13 ottobre. Se entro quelle date non ci sarà l’accordo, gran parte dei lavoratori chiamati in fabbrica tra l’anno scorso e il 2021 non potranno essere riconvocati per il 2023.
Da qui la necessità di Piaggio di superare quel provvedimento creato dal governo formato da Movimento 5 Stelle e Lega che obbligherebbe l’azienda a effettuare assunzioni a tempo indeterminato per tutti. Piaggio ha bisogno di forza lavorativa, ma non di tutta quella mole di precari. E non vuole neppure affidarsi ad altro personale che dovrebbe formare di nuovo.
Da qui la richiesta ai sindacati di superare il decreto Dignità con una deroga. Ma i rappresentanti dei lavoratori in cambio hanno chiesto assunzioni a tempo indeterminato. Ci sarà da stabilire il numero di quelli da stabilizzare e i criteri su cui basarsi per effettuare la scelta.
Questi i termini della trattativa che riprenderà a fine agosto per poi andare avanti durante l’autunno. Un confronto fondamentale per il futuro della Piaggio che sta puntando forte sui motori elettrici dimostrando, obiettivamente, di voler programmare in maniera concreta la propria trasformazione aziendale. Con Pontedera al centro del progetto.
Di questo, tra l’altro, si è parlato in una serie di assemblee che si sono svolte nello stabilimento della Vespa. le prime dall’avvento della pandemia. Un passaggio non secondario e che dimostra quanto importante sia il confronto tra sindacati e dirigenza per trovare l’intesa che aprirebbe le porte ad assunzioni dopo tantissimi anni.
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