Sicurezza
Protesta animalista ai cancelli della Sagra del “cunigliolo” fritto
Nessuna tensione con gli organizzatori. L’obiettivo dei manifestanti è far cambiare tema all’iniziativa
SAN MINIATO. La Serra, frazione di San Miniato e terra di sagre. E quella in corso ha un richiamo speciale per gli amanti del genere. Fino al 29 agosto, infatti, nell’area delle feste andrà avanti la manifestazione culinaria dedicata al “cunigliolo” fritto. Ma l’altra sera, dopo un primo approccio andato in scena sui social, una rappresentanza di animalisti ha protestato fuori dai cancelli chiedendo di cambiare il tema della sagra e di salvare i conigli.
Un gruppetto tra giovani e meno giovani, con striscioni e un megafono, hanno lanciato slogan e fatto interventi per cercare di innescare un ripensamento tra chi, seduto a tavola, stava già gustando il sapore inconfondibile di un piatto così antico e tradizionale della cucina toscana.
Nessuna tensione tra le due “fazioni”. Solo il necessario richiamo da parte del presidente della sagra, Cesare Profeti, a una manifestante che cercava di srotolare il proprio striscione a ridosso della cassa. «Con molta tranquillità le ho detto che si trovava in proprietà privata – dice Profeti –. La sua reazione è stata un po’ nervosa, ma tutto si è risolto in pochi minuti. Sapevamo che sarebbero arrivati, visto che la questura ha autorizzato la manifestazione ma solo per l’area di fronte all’ingresso. Non potevano entrare e così è stato».
Mentre da fuori si lanciavano slogan contro il piatto principe dell’appuntamento di queste sere a La Serra, dall’interno della sagra tutto è continuate normalmente. Qualcuno dei commensali ha cercato di rispondere verbalmente agli animalisti. Ma nessuno, né da una parte né dall’altra, è andata oltre il confronto a parole e civile.
«Tutti insieme abbiamo fatto la rivoluzione – dicono gli organizzatori –. Ciò che le persone trovano nel piatto è il cadavere di un essere senziente che ha provato ansia paura e dolore. Abbiamo dato voce ai cuccioli di coniglio che sono stati divorati. Noi crediamo che si possa salvare migliaia di vite di conigli l’anno prossimo semplicemente cambiando il tema della sagra».
E il suggerimento è di dedicare l’appuntamento del 2022 al vino o alla panzanella, alle verdure fritte miste oppure alla bruschetta. «Crediamo nelle istituzioni che hanno il timone della nave. Crediamo in voi che organizzate gli eventi. Ma non vi capiamo – dicono ancora gli animalisti –. Perché è così difficile per voi provare pietà? Perché avete paura di vedere immagini reali di macelli e preferite essere divoratori inconsapevoli? Perché continuate a portare per mano i vostri figli verso le sagre a base di animali? I conigli sono muti. Ma nei macelli strillano di dolore. Il coniglio è al terzo posto tra gli animali domestici in Italia. Tra qualche anno sarà un abominio ammazzare i conigli. E vogliamo raccontare ai nostri figli una storia diversa da quella che state scrivendo da 17 anni a questa parte».
Parole dure, nei confronti di porta avanti la sagra del “cunigliolo” fritto da così tanto tempo, allo scopo di fare «una etica e civile festa di paese. Crediamo che stasera qualcuno avrà riflettuto e che si possa trovare una valida ed etica alternativa al tema della sagra affinché la nostra città possa essere un esempio di civiltà».
Davanti ai cancello dell’area delle feste de La Serra c’erano volontari di numerose associazioni come Leidaa, Tra le braccia, A code unite e Meta Firenze, oltre a vegani e blogger del settore. Nei giorni scorsi ci sono stati numerosi post sui social network e mail di protesta per gli organizzatori della sagra. Un filone che, c’è da scommetterci, proseguirà con l’obiettivo di far fare dietrofront a chi lavora mesi per portare a tavola quanti più amanti del “cunigliolo” fritto.
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