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Accademia italiana della cucina l’avvocato Scasso è il delegato

Accademia italiana della cucina l’avvocato Scasso è il delegato

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PONTEDERA. A seguito delle dimissioni presentate da Mario Maurizio Ferrucci, il presidente nazionale Paolo Petroni ha nominato nuovo delegato per la Valdera dell’Accademia italiana della cucina per il triennio 2021-2024 l’avvocato Andrea Scasso, già consultore della stessa delegazione.

Andrea Scasso, 51 anni, pontederese, è avvocato cassazionista e avvocato della Rota Romana, e da diversi anni ricopre l’Ufficio di Patrono stabile presso il Tribunale ecclesiastico regionale etrusco. La delegazione di Pontedera Valdera comprende i comuni di Pontedera, Bientina, Buti, Calcinaia, Capannoli, Casciana Terme Lari, Castelfranco, Chianni, Lajatico, Montopoli, Palaia, Peccioli, Ponsacco, Santa Maria a Monte e Terricciola. Scopo dell’Accademia, istituzione culturale posta sotto l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica, fondata il 29 luglio 1953 da Orio Vergani, è quello di “tutelare le tradizioni della cucina italiana, di cui promuove e favorisce il miglioramento in Italia e all’estero. Attraverso il suo centro studi, le sue delegazioni e legazioni in Italia e nel mondo, l’Accademia opera affinché siano promosse iniziative idonee a diffondere una migliore conoscenza dei valori tradizionali della cucina italiana, che costituiscono la base per ogni concreta innovazione” . In particolare, “studia i problemi della gastronomia e della tavola italiana, formula proposte, dà pareri in materia su richiesta di pubblici uffici, di enti, di associazioni e di istituzioni pubbliche e private, e opera per favorire la migliore conoscenza dei valori tradizionali della cucina italiana. Inoltre promuove tutte quelle iniziative che, dirette alla ricerca storica e alla sua divulgazione, possono contribuire a valorizzare la cucina nazionale in Italia e all’estero anche come espressione di costume, di civiltà, di cultura e di scienza”. L’Accademia pubblica mensilmente la bella rivista “Civiltà della Tavola”, oltre a monografie dedicate a piatti e ricette tradizionali della nostra cucina. A livello locale, infine, la delegazione deve visitare con cadenza mensile uno dei ristoranti dei comuni di pertinenza, concordando un menù e assegnando, a votazione segreta, un voto ai singoli piatti, ai locali e al servizio, per poi offrire un giudizio complessivo di cui sarà dato resoconto nella rivista. Ovviamente, per far parte dell’Accademia italiana della cucina, non si deve versare in condizioni di incompatibilità, quali ad esempio la professione di chef o la partecipazione a società attive nel mondo della ristorazione.

A breve il nuovo delegato renderà noti i nomi della Consulta di delegazione, fra i quali saranno scelti il vice delegato, il segretario e il tesoriere.

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di Redazione web