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il caso della discarica di chianni 

Grillaia, Belvedere: «Disposti all’intesa»

Grillaia, Belvedere: «Disposti all’intesa»

La società di Peccioli accoglie l’appello del sindaco Bini: «Niente interessi economici, solo il bene del territorio»

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CHIANNI. I comitati contrari alla riapertura della Grillaia che portano numeri e documenti per mostrare possibili irregolarità che vanificherebbero l’autorizzazione a conferire in discarica 270mila metri cubi di amianto. E il contestuale appello all’unità e al confronto del sindaco di Terricciola, Mirko Bini, potrebbero, questa volta in via definitiva, sbloccare una situazione che si trascina dal 1998. E l’apertura a una possibile soluzione, che metta al tavolino le istituzioni locali con Belvedere spa, società con sede a Peccioli che gestisce la discarica di Legoli, e Gruppo Vergero, proprietaria con la Nuova Servizi Ambiente della discarica, sembra prendere sempre più corpo.

Ed è proprio l’azienda pecciolese, “invocata” da Bini, a dare la sua disponibilità a un confronto serio. «In tutte le circostanze da parte nostra si è manifestata sempre la disponibilità a intervenire in stretto raccordo con le istituzioni e in totale e completo spirito di servizio – si legge in un comunicato stampa firmato da Belvedere –. Disponibilità ribadita fino a non molte settimane fa, ovviamente nelle sedi opportune e con la riservatezza dovuta. Vogliamo, per prima cosa, ringraziare il sindaco Bini per la fiducia accordataci pubblicamente e confermiamo, qualora prenda concretamente corpo la possibilità di coinvolgere i Comuni interessati, con l’auspicabile coinvolgimento di rappresentanti locali delle istituzioni, la piena disponibilità di Belvedere spa».

Dal territorio, dunque, una risposta seria e credibile che coinvolga un soggetto privato ma sempre con il controllo attento delle istituzioni. «Negli ultimi dieci anni e oltre, in diverse occasioni, la nostra società è stata contattata dalle varie istituzioni: Provincia, Regione e Comuni e non solo, per sondare in modo informale la possibilità di mettere a disposizione la nostra esperienza per agevolare una soluzione della messa in sicurezza del sito della Grillaia».

Come già sottolineato, però, c’è sempre stato un elemento che ha trasformato questa possibilità concreta di avviare un percorso per un progetto alternativo in una strada tortuosa. Quale? Difficile capire, data la disponibilità di Belvedere, quale soggetto risulti di disturbo.

Sicuramente il pallino in mano, o quantomeno la scelta finale, è della proprietà. La Nuova Servizi Ambiente di Giusti non ha più niente a che vedere, o quasi, con quella che gestì il sito fino al 1998. Da marzo scorso, poi, è entrato in scena con un primo investimento di 2 milioni di euro il Gruppo Vergero. I piemontesi hanno mostrato fin dall’inizio serenità nel poter realizzare il progetto, forti anche dell’autorizzazione regionale del 25 maggio scorso. Ma ancora non hanno risposto ufficialmente alla proposta di tavolo pubblico di Mirko Bini.

È l’ultimo tassello che manca a un mosaico a un passo, grazie anche alla spinta di opinione pubblica e comitati cittadini, dalla soluzione. «Precisiamo e confermiamo quanto da sempre sostenuto – conclude con un’ulteriore apertura Belvedere – che l’interesse nostro è da considerarsi unicamente per ragioni ambientali e di territorio, escludendo qualsiasi interesse economico diretto della nostra società. Ogni eventuale plusvalenza risultante dall’intervento di bonifica dovrebbe ricadere sui Comuni e sul territorio».

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