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Peccioli Alta Valdera
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Palazzo Senza Tempo bussola per architetti

Palazzo Senza Tempo bussola per architetti

Una delegazione dell’Ordine in visita nel borgo di Peccioli: «Un laboratorio sociale, progettuale e tecnologico»

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PECCIOLI. «In futuro non ci dovrà più essere differenza tra archistar e architetti. E serve un sistema di norme che semplifichino la burocrazia e rendano più flessibili le norme, senza venire meno alle leggi in tema di sicurezza, per rilanciare le città e i borghi in provincia di Pisa. Ma più in generale in tutta la Toscana, valorizzando la bellezza del nostro territorio. A Peccioli, un vero e proprio laboratorio da questo punto di vista, la strada intrapresa è questa. E il Palazzo Senza Tempo progettato da Mario Cucinella ne è il risultato più evidente».

Parole di Patrizia Bongiovanni, da maggio scorso eletta per il suo secondo mandato come presidente dell'Ordine degli architetti di Pisa. La cui delegazione è stata nei giorni scorsi in visita proprio al borgo guidato dall'amministrazione di Renzo Macelloni. Un incontro per capire quali siano le dinamiche messe in atto a Peccioli e in grado di trasformarlo in un laboratorio sociale, artistico, tecnologico e progettuale a cielo aperto.

«Il progetto del Palazzo Senza Tempo è simbolo di architettura di qualità, di un'idea di centro con una strategia urbana. E con uno stupore nella bellezza legato alla possibilità, tramite il progetto stesso e la sua realizzazione, di valorizzare il patrimonio naturalistico che Peccioli ha sempre avuto – spiega ancora Bongiovanni –. A Peccioli si sta valorizzando il progetto di architettura come riqualificazione del territorio. Io ci credo fermamente e gli architetti sono fondamentali anche per ripensare un borgo storico. Ripensare nell’ottica delle periferie. Anche il progetto della passerella Endless Sunset, che con gli architetti abbiamo visitato dopo il Palazzo Senza Tempo, fa discutere, ma l'idea urbana di mettere il centro con i suoi servizi con la parte più periferica è fondamentale. Anche in tema di accessibilità: per disabili, anziani o semplicemente per una mamma o un papà con un passeggino le infrastrutture a disposizione a Peccioli lo rendono un borgo unico nel suo genere».

Un'idea di collegamento che non solo potrebbe essere replicato, con il ruolo centrale proprio degli architetti, nei borghi. Ma anche nelle città per mettere in relazione il nucleo urbano con le periferie. «Va pensata la città come unicum, idea che si sposa male con lo sviluppo urbano che, in particolare in provincia di Pisa, è proseguito con un sistema di varianti che non va certo in quella direzione – dice ancora la presidente degli architetti pisani –. Il Superbonus ha dato una spinta al settore edilizio e di conseguenza anche a quello progettuale che riguarda la nostra categoria professionale. Ma non basta solo questo elemento collegato alla messa in sicurezza sismica e all'efficientamento energetico. Serve nel nostro territorio un progetto di riqualificazione più ampio. Come ad esempio quello che riguarda l'edilizia popolare degli anni Sessanta. Peccioli ha colto un'opportunità e attirato investimenti in questo senso, ci auguriamo che altre amministrazioni seguano questo esempio virtuoso».

La visita a Peccioli è stata seguita da un pranzo nella frazione di Legoli nel corso della quale gli architetti e l'amministrazione hanno valutato la possibilità di creare una relazione che, presto, potrebbe sfociare in un nuovo progetto di valorizzazione e rilancio architettonico-turistico che dovrebbe seguire la linea di connessione tra capoluogo del borgo e le sue frazioni. —

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