Il Tirreno

Pontedera

a 77 anni dall’uccisione 

In memoria di Dina Boncristiani che si sacrificò per la libertà

Marco Sabia ;
In memoria di Dina Boncristiani che si sacrificò per la libertà

La commemorazione della donna trucidata dai nazisti nel Chianti Presenti la vicesindaca Emma Donnini e i ragazzi di “Fucecchio è libera”

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Marco Sabia

FUCECCHIO. Scelse di stare dalla parte della Resistenza e di combattere, in nome della libertà, contro il regime fascista e l’occupazione nazista. A costo della propria vita. Fu uccisa il 2 agosto 1944 insieme al marito Pietro Stefanini. Lunedì, in occasione del 77° anniversario della sua uccisione, il gruppo “Fucecchio è Libera” e la vice sindaca Emma Donnini, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, hanno ricordato una donna fucecchiese straordinaria, Dina Boncristiani.

La cerimonia si è tenuta a Panzalla, vicino a San Polo in Chianti dove i due coniugi furono trucidati. Insieme ai Comuni di Greve in Chianti, Bagno a Ripoli, Figline e Incisa Valdarno, e all’Anpi, la delegazione fucecchiese ha reso omaggio a Dina Boncristiani ricordandone il grande coraggio fino al sacrificio della propria vita.

«Abbiamo voluto esserci anche – ha dichiarato la vice sindaca Donnini – nonostante le difficoltà dovute alle prescrizioni anti-Covid. L’entusiasmo con cui questi giovani sono partiti da Fucecchio per ricordare questa nostra concittadina che mise la libertà e il bene comune davanti anche alla propria vita, ci rende davvero orgogliosi».

Commosso Raffaello Ferrini, nipote di Dina Boncristiani, nel vedere le ragazze e i ragazzi venuti da Fucecchio. Per l’occasione due giovani del gruppo “Fucecchio è Libera”, Alessia Balzano e Markeljana Lezemerja (presenti alla cerimonia insieme a Chiara Ciomei e Andrea Paroli), hanno anche dedicato una lettera aperta alla partigiana fucecchiese.

Questo è il testo che dei giovani hanno voluto dedicare a una donna normale che ha avuto un coraggio straordinario, nel periodo più duro del secolo scorso: «Dina, tu che correvi rischi nel tuo dedicarti anima e corpo a sostenere l’attività partigiana della brigata. Tu che lasciavi la parola pace in ogni tuo gesto. Tu che hai combattuto con coraggio fino alla fine per far sì che la nostra umanità respirasse la libertà di cui sei stata privata. Libertà che faticosamente hai portato sulle tue spalle fino a noi. Sei stata una donna estremamente coraggiosa, ti sei fatta valere urlando al mondo il diritto di vivere. Hai affrontato un’impresa dopo l’altra come in un labirinto da cui continuamente portavi speranza. Sei stata capace di infondere fiducia negli altri partigiani. Il coraggio è rappresentato, da te, quando sottraevi le armi lasciate momentaneamente incustodite dai tedeschi; la tua forza nel procacciare medicinali, viveri, armi e coperte; e la speranza sta nelle informazioni che continuamente riuscivi a fornire. Ad oggi è difficile pensare a una persona che metta al primo posto l’intera comunità anche a costo di sacrificare la sua stessa vita! Vogliamo dirti grazie! Un grazie grande quanto il significato della vita, quel significato che tu e la tua storia ci avete trasmesso. Ci hai fatto capire quanto è importante vivere aiutando gli altri, vivere con il coraggio e vivere fino alla fine. Speriamo che la tua storia, non rimanga incisa solo dentro noi, ma speriamo che anche altre persone ricordino la tua vita e la persona che sei stata».

I ragazzi dell’associazione “Fucecchio è libera” spesso prendono parte a cerimonie come questa, proprio per diffondere la cultura della memoria tra i più giovani.

A Dina Boncristiani negli anni scorsi è stata dedicata anche una piazza, lungo la strada provinciale Fiorentina (nella zona commerciale al Samo). —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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