Il Tirreno

Pontedera

solidarietà dopo gli incendi 

Domani e sabato in piazza per le donazioni alla Sardegna

Domani e sabato in piazza per le donazioni alla Sardegna

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POMARANCE. Tanta gente alla riunione in piazza Cavour a Pomarance per organizzare iniziative in sostegno della Sardegna falcidiata dagli incendi. Due gli appuntamenti fissati, come spiegato da Graziano Pacini, ex sindaco di Pomarance e coordinatore dell’Anpas, le Pubbliche assistenze, della zona pisana: un banchetto con la bandiera sarda dei 4 Mori per raccogliere fondi davanti al municipio di Pomarance domani, giorno di mercato, e sabato, dalle 9,30 alle 12,30.

Un’operazione che, di fatto, è già partita. Mentre è in corso la costituzione di un comitato che gestisca gli aiuti materiali ed economici da inviare alle popolazioni sarde, l’altro giorno quattro bilici con fieno per animali sono arrivati sull’isola grazie alla disponibilità degli autotrasportatori toscani e alle agevolazioni della linea navale Grimaldi.

«Le somme raccolte, così come quelle di altre associazioni che si impegnano nella stessa direzione e che vorranno aggiungersi – sottolinea Pacini – saranno conservate in attesa di destinazioni certe e controllate che ci verranno indicate nei prossimi giorni da persone di fiducia presenti sui luoghi del disastro. La presenza di allevatori della zona di Mazzola e Volterra e di molti contatti con persone interessate delle vicine province di Livorno e Siena, oltre Pisa, lasciano intravedere che la sensibilità sta crescendo e porterà sicuramente buoni risultati».

Oltre a quello di questi giorni, si attende l’individuazione di aree di stoccaggio e distribuzione in Sardegna per effettuare ulteriori viaggi con cui inviare aiuti concreti e subito utilizzabili dagli agricoltori della Sardegna. «Da notizie ufficiose pare inoltre che l’ulivo di duemila anni – aggiunge l’ex sindaco di Pomarance – che si è visto investito dalle fiamme in foto, pare non sia escluso che si possa salvare. Non sarebbe poco restasse traccia viva, insieme ad altre piante di oltre quattromila anni, di un testimone di natura, storia e cultura che i sardi ci tramandano e che in gran parte ai più è ancora sconosciuta. Grazie a tutti quanti vorranno sostenere la completa rinascita della parte di Sardegna ferita dal fuoco. Facciamo anche noi tosco-sardi la nostra parte di Sa Paradura, antico e sempre attuale segno di grande civiltà solidale». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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