In 20 all’asilo in agosto di Capannoli, la sindaca: "I servizi vanno ripensati"
La pandemia, la crisi economica, le scelte dei genitori e i loro bisogni. Un mix di motivi che hanno portato oltre venti famiglie alla richiesta
CAPANNOLI. La pandemia, la crisi economica, le scelte dei genitori e i loro bisogni. Oltre a servizi di qualità per i bambini. Un mix di motivi che hanno portato oltre venti famiglie a esprimere il desiderio che l’asilo nido di Capannoli rimanesse aperto ad agosto. Ed è così che la struttura comunale “Il Gatto con gli stivali” apre le porte ai piccoli anche nel mese da sempre destinato al “chiuso per ferie”. E la sindaca Arianna Cecchini lancia una riflessione: «Il mondo dei servizi all’infanzia va rivisto».
Si tratta di bambini da zero a tre anni che frequentano l’asilo nido gestito dal Comune. La decisione di come organizzare la didattica spetta all’amministrazione comunale che, ogni anno formula una serie di domande alle famiglie per acquisire informazioni e andare incontro alle loro necessità. Quest’anno, però, si è verificata una situazione mai vista. «Non sono attività estive una tantum, ma in continuità per chi ha frequentato l’anno educativo fino a giugno e dopo l’oramai consolidata frequenza nel mese di luglio – spiega la sindaca –. Per la prima volta dopo dieci anni di vita dell’asilo nido comunale, quasi la metà delle famiglie dei bambini iscritti ha risposto sì alla richiesta dell’amministrazione comunale riguardo all’esigenza della frequenza in agosto. Un cambiamento che va colto, a tutti i livelli. Qualcosa di nuovo che avviene a seguito di una pandemia mondiale, che tanti equilibri ha modificato e modificherà».
Cecchini sottolinea gli investimenti fatti in questo campo dal Comune: «È il punto di partenza per una riflessione che inizia dal nido, che passa per i centri estivi rivolti a tutte le fasce d’età, organizzati con fatica anche l’estate scorsa in pieno Covid e che deve necessariamente guardare oltre». Quello in corso è «un cambiamento che non è certo solamente locale, qualcosa di nuovo su cui riflettere anche per chi fa scelte ai livelli istituzionali superiori. Le famiglie, e le donne, mamme in particolare, hanno necessità di approdi sicuri per i figli. Bambini e ragazzi hanno necessità di sperimentare esperienze di socializzazione, senza che le famiglie si debbano curare dei costi».
E ancora: «Il nido e la scuola dell’infanzia non possono essere un’opportunità per pochi, non dobbiamo guardare a quel 33 per cento di copertura del nido con ammirazione; le attività educative fondamentali vanno garantite a tutti ogni giorno dell’anno. Non possiamo più pensare che i giovani si formino da settembre a giugno sui banchi di scuola e che l’organizzazione di un terzo dell’anno sia di Comuni e associazioni, con costi per le famiglie». —
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