Sicurezza
C’è il “pinocchino” Riccardo Taddei tra i vincitori al Campionato della Bugia
Inevitabile riconoscimento per il 64enne di San Miniato Basso alla manifestazione a Le Piastre nel Pistoiese
balla radiofonica
marco sabia
La capacità di raccontare bugie – ma solo per diletto – gli deve sicuramente derivare dal dna, dall’essere nato in un luogo che si racconta abbia ispirato Carlo Collodi nella creazione del burattino di legno più famoso di sempre: Pinocchio.
Riccardo Taddei, 64enne tecnico informatico all’istituto superiore Checchi di Fucecchio, è nato infatti a San Miniato Basso, che fino agli anni Venti del Novecento si chiamava appunto Pinocchio. Domenica Riccardo ha preso parte alla quarantacinquesima edizione del Campionato della Bugia, che si tiene a Le Piastre di Pistoia, presentata dal comico Cristiano Militello; tra i premi collaterali c’era quello per la miglior bugia radiofonica, grazie alla collaborazione con Alessandro Masti di Radio Toscana. E ad accaparrarsi il “Bugiardino d’oro” è stato proprio il tecnico informatico sanminiatese, che inoltre è presidente della storica società di volley locale, la Folgore Pallavolo.
L’ispirazione gli è arrivata dall’evento che sta tenendo milioni di italiani svegli a causa del fuso orario col Giappone: le Olimpiadi di Tokyo. Mentre Taddei veniva premiato, dall’altra parte del mondo Gianmarco Tamberi e Lamont Marcell Jacobs facevano la storia dello sport italiano e mondiale. Riccardo Taddei ha raccontato la sua bugia in radio e alla fine è risultato il miglior “mentiroso”, per usare un termine spagnolo diventato celebre a seguito della semifinale Italia-Spagna agli Europei.
Come detto Taddei si è ispirato alle Olimpiadi per la sua bugia radiofonica, giocando su improbabili modifiche ai vari regolamenti per evitare il contagio: nel calcio le due squadre che giocano sullo stesso campo ma in orari diversi, nel basket ogni giocatore con un pallone proprio senza la possibilità di passarlo, nella lotta consentito lottare ma solo colpendosi da soli, nella pallavolo l’obbligo di giocare coi guanti, da fermi ed evitando sudare.
Le assurde nuove regole anti contagio gli hanno regalato la vittoria: «È un divertimento ma anche bella soddisfazione. A volte ci si pensa per giorni alla bugia da raccontare e non ti viene niente, poi all’improvviso ti arriva l’ispirazione. Da “pinocchino” al 100 per cento nato in casa, sono molto felice». Riccardo, era a Pistoia insieme alla compagna Stella Buggiani, presidente dell’associazione “Pinocchio a i’ Pinocchio”, realtà che cura e valorizza le tradizioni del Pinocchio sanminiatese.
A nessuno dei partecipanti si è allungato il naso, forse perché le loro bugie erano più credibili di quelle di Pinocchio. Con questo premio si conferma il rapporto fra San Miniato (o per meglio dire il Pinocchio) e l’affascinante universo del burattino di legno; il libro scritto da Collodi è il secondo più tradotto di sempre dopo “Il piccolo principe” (escludendo Bibbia e Corano). E in quest’opera si respira aria di San Miniato. —
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