La protesta
Ancora senza le certificazioni di agibilità la nuova sede del centro diurno Arcobaleno
Protestano i familiari degli ospiti. «L’attuale struttura di Navacchio è ormai obsoleta, urgente una diversa sistemazione»
CASCINA. «Vogliamo sapere quando sarà agibile il nuovo centro diurno a Cascina. Aspettiamo notizie da troppo tempo». È questo l'appello lanciato dai rappresentanti dei familiari del centro diurno Arcobaleno, ora situato in via Tosco Romagnola 1925 a Navacchio, frazione del comune di Cascina. C’è però la speranza di arrivare a una conclusione positiva.
I familiari degli ospiti del centro Arcobaleno hanno contattato Il Tirreno per farsi aiutare a capire quando potranno essere a disposizione i nuovi locali al numero 100 di via della Repubblica a Cascina, dove si trovava asilo comunale.
«Siamo i rappresentanti di 14 famiglie che usufruiscono da anni di un necessario e ben impostato servizio al centro diurno Arcobaleno per i nostri figli, adulti e disabili gravi – ci spiegano i portavoce a nome di tutti i familiari –. La struttura di Navacchio, nonostante l'ottimo personale, è ormai obsoleta e da troppo tempo aspettiamo una nuova sistemazione. Circa quattro anni fa infatti la Società della salute, tramite una gara di appalto, ha affidato il centro in convenzione alla cooperativa sociale Agape di Fornacette. In questo accordo era previsto che entro 6 mesi la cooperativa assegnataria avrebbe dovuto consegnare una nuova struttura individuata nell'ex asilo comunale di Cascina».
L'associazione dei familiari del centro si sente doppiamente beffata. In primis perché, secondo la loro opinione, i lavori sono durati molto più del dovuto e in seconda battuta perché non sono ancora arrivate le autorizzazioni necessarie per l'apertura del nuovo spazio. «Nel dicembre 2020 la cooperativa Agape ha terminato i lavori del nuovo centro di Cascina e da allora è iniziato l'iter per ottenere l'ok da parte della commissione dell’Asl di Pisa preposta al funzionamento delle strutture socio-sanitarie. A quanto ci risulta, al momento la commissione non ha ancora espresso il parere perché non ha in mano tutti i documenti richiesti da inviare poi al Suap del Comune di Cascina che dovrà dare il via libera definitivo per l'apertura del centro».
Da quello che Il Tirreno ha potuto apprendere, c'è stata una prima svolta nella mattinata di ieri. Infatti Agape ha inviato alla commissione Asl la documentazione richiesta dopo un sopralluogo, fatto dalla stessa commissione, per verificare tutte le condizioni di sicurezza e agibilità del nuovo centro. Adesso tutti i componenti della commissione riceveranno la documentazione inviata da Agape tramite e-mail e la analizzeranno nei prossimi giorni prima di dare un parere. In caso di esito positivo la commissione invierà il tutto al Suap di Cascina per l'autorizzazione definitiva, che è assolutamente necessaria visto che si tratta di una struttura nuova.
I familiari comunque hanno voluto raccontare il loro disappunto per una situazione che, dal loro punto di vista, va avanti da troppo tempo: «Dopo l’incomprensibile ritardo per la consegna dell’immobile, adesso assistiamo a questo ritardo per l’autorizzazione al funzionamento del nuovo centro. Sinceramente siamo stanchi. Con l'apertura del centro a Cascina questo problema sarebbe risolto. Speriamo davvero che questa sia la volta buona. Noi non vogliamo fare polemica o accusare nessuno, ma cerchiamo solo delle risposte a questi ritardi e soprattutto vogliamo garantire ai nostri cari la possibilità di poter svolgere, il prima possibile, delle attività in un luogo sicuro e meno fatiscente». Adesso i familiari attendono il lieto fine. —
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