Il Tirreno

Pontedera

Aggiunti un posto... al banchetto nuziale che c’è un pellegrino da Amburgo

Marco Sabia
Aggiunti un posto... al banchetto nuziale che c’è un pellegrino da Amburgo

Da un casuale incontro scoppia subito l’amicizia tra il tedesco Mikeal e i neo sposi Daniela e Filippo  

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a fucecchio

Nel giorno più importante della vita di due innamorati – il matrimonio – le sorprese sono “di casa”: amici e parenti si sbizzarriscono nel fare scherzi, giochi e altro ancora per rendere quella giornata unica nella memoria dei due protagonisti assoluti, la sposa e lo sposo. Però può anche capitare che la sorpresa si palesi autonomamente, giungendo da un luogo che apparentemente non c’entra proprio nulla.

Una storia di questo tipo è accaduta nei giorni scorsi a Fucecchio, quando Daniela Castiello (impiegata in una conceria) e Filippo Cecconi (che lavora in banca) si sono giurati eterno amore nella chiesa della Collegiata e poi hanno festeggiato sul Poggio Salamartano, una delle location più belle e storiche della città di Montanelli. A cena con loro, oltre a parenti, amici, colleghi di lavoro c’era anche un... pellegrino della Via Francigena, tale Mikeal da Amburgo.

A raccontare cosa è avvenuto è proprio Daniela: «La mattina del matrimonio mi ricordo che mi ero scordata il riso, quindi vado sul Poggio a portarlo alle ragazze che stavano allestendo e vedo mio suocero e un anziano insuese che stanno parlando con un pellegrino. Divertita, mi avvicino e nel mentre si avvicinano mio cognato e altra gente che era lì a preparare. Gli raccontiamo che stavamo preparando il matrimonio e lui come dono mi regala uno di quegli anelli con incise le preghiere, quelli tipici che si comprano nei luoghi di culto. Ovviamente io mi sciolgo e gli chiedo di restare al matrimonio. Inizialmente mi dice di no perché deve raggiungere Altopascio e poi aspettare 2 giorni a Lucca perché doveva risolvere dei problemi. A maggior ragione insisto per farlo restare e mio suocero chiama subito a casa per chiedere alla moglie se possono ospitarlo».

Il pellegrino tedesco accetta l’invito ed è ciò che accade dopo che restituisce una storia di grande e semplice umanità: «Mikeal – continua Daniela – pranza dai miei suoceri, poi si riposa e la sera lo vediamo arrivare sul Poggio. Praticamente dopo 5 minuti lo conoscevano già tutti e tutti ci avevano già scambiato qualche parola. Ha regalato un anello anche a mio marito».

Per riassumere questa vicenda si potrebbe prendere in prestito il ritornello dell’arcinota canzone di Johnny Dorelli: “Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più, se sposti un po’ la seggiola stai comodo anche tu”. In un momento storico in cui la distanza (fisica ma di conseguenza anche emotiva) viene di fatto imposta per salvaguardare la salute, il fatto che fra un passante (uno dei tantissimi pellegrini che attraversa il tratto fucecchiese della Francigena), due sposi e tutta la loro comitiva si crei un rapporto spontaneo e sincero è un segnale di speranza. I due sposini si ricorderanno di essersi scambiati le fedi ma anche dei due anelli che hanno ricevuto in dono da questo tedesco che ha accettato la loro ospitalità. E poi, d’altronde, il concetto di pellegrinaggio si “sposa” (mai termine fu più azzeccato) con quello dell’accoglienza e della gentilezza. E anche quel pellegrino, partito da Amburgo, una volta ritornato a casa potrà raccontare ai suoi amici sbalorditi che durante il suo pellegrinaggio non si è fatto mancare nemmeno un...banchetto nuziale. —Marco Sabia

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