Proteste
Salta la seconda dose perché non residente
Domiciliato a Cascina, ha avuto il primo vaccino in Sicilia «Vivo qui e sono pensionato, la legge non mi tutela»
Libero Red Dolce
cascina. Le maglie strettissime del regolamento sulle vaccinazioni per i cittadini non residenti in Toscana hanno impedito a Stefano Abati, residente a Modica, in Sicilia, ma che vive (con domicilio) da anni a Cascina, di fare la seconda dose del vaccino.
«Ho la residenza giù perché ho una casa ma sto qui da tutta la vita. Ho 66 anni e sono pensionato e non riesco a capire una cosa: la Regione tollera che un domiciliato in Toscana si ammali e infetti tutte le persone circostanti?», spiega Abati.
Le ragioni del diniego stanno nell’ordinanza numero 3/2021 del commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Francesco Paolo Figliuolo. L'accesso alla vaccinazione è consentito esclusivamente a chi è residente o domiciliato in Toscana “per motivi di lavoro, di assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa nella regione”.
Disposizioni che tagliano fuori persone come Abati, in una posizione che potremmo definire intermedia: è domiciliato qui perché ci vive, ma da pensionato non ha motivi di lavoro né di assistenza familiare che possano costituire un’eccezione per garantirgli la seconda dose. Quando ha scritto all’Asl Toscana Nord Ovest, allegando la documentazione in cui chiedeva di potersi vaccinare, gli è stato risposto che “dai documenti allegati non vi è evidenza delle motivazioni necessarie”. «Tramite il modulo dedicato – spiega Abati – ho inserito una dichiarazione di mia moglie che convive con me ma non è bastato».
Peraltro lo stato di salute di Abati peraltro richiederebbe una cautela diversa, meno rigidamente burocratica. «Ho 66 anni, sono in possesso di esenzione 48 (totale) in quanto operato alla testa per un neurino che mi ha portato alla completa sordità all'orecchio destro. Ho ipotiroidismo di Hashimoto e prendo Eutirox tutti i giorni», racconta a Il Tirreno.
Abati ne fa un discorso di cura della società. «Non sono tanto arrabbiato per me stesso ma anche per tutti gli irregolari immigrati che sono in Toscana o in altre regioni. La loro vita è di serie B? Il presidente Sergio Mattarella, così come i media, invitano tutti a vaccinarsi. Dovrebbero dire tutti i residenti. E degli altri non importa a nessuno».
Quando provò a prenotarsi per la prima dose in Toscana il portale non lo fece accedere, non avendo la residenza. Così, in un viaggio in Sicilia, decise di sfruttare un open day per avere la sua dose. «Lì mi dissero che non ci sarebbero stati problemi per fare la seconda in un’altra regione», racconta Abati.
La data prevista per il richiamo era il 28 luglio Non è riuscito a farlo. Una dose sprecata? E lui, rimarrà scoperto e a rischio? «Non so quando potrò tornare in Sicilia, forse non prima di ottobre. Chi ha emesso l’ordinanza forse pensa che il virus non attacchi chi non ha le carte a posto», conclude amaro. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
