Il Tirreno

Pontedera

Bollo auto storiche, ecco in quali casi non si paga Esenzioni e riduzioni

Pietro Mattonai

Differenze tra veicoli over 20 e over 30 

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Tassa di circolazione, esenzioni e registri storici. Chi possiede un’auto storica, ovvero una vettura che ha compiuto almeno il ventesimo anno d’età se non, addirittura, il trentesimo, sa bene di cosa stiamo parlando.

Ma scartabellare le norme e i pareri – anche della Corte costituzionale – sul pagamento del bollo e sugli esoneri relativi non è affatto un gioco da ragazzi. In generale, dopo la legge di bilancio del 2019, occorre fare una distinzione tra auto ultratrentennali e veicoli con un’anzianità tra i 20 e i 29 anni e di interesse storico e collezionistico. Per queste ultime, a differenza di quanto stabilito in precedenza dalla legge di stabilità del 2015 che le aveva di fatto equiparate a tutti gli altri veicoli, è stata predisposta una riduzione del 50% sull’importo del bollo. Al contrario, per le vetture ultratrentennali vi è una esenzione totale dal pagamento del bollo, purché queste siano usate in privato e non a scopi professionali. L’esenzione è automatica e non è necessario presentare alcuna comunicazione.

Comunque, se le vetture sono regolarmente in circolazione su strade e aree pubbliche, i proprietari sono tenuti a pagare una tassa di circolazione forfettaria, valida per l’intero anno solare dal 1° gennaio al 31 dicembre, indipendentemente da quando essa viene pagata. Fare un discorso generale sulla tassa di circolazione è piuttosto complicato, poiché ogni regione non solo ha esteso le categorie dei veicoli storici con anzianità ventennale che beneficiano di riduzioni, puntando molto sull’iscrizione ai registri storici, ma ha anche modificato l’importo della tassa di circolazione per le over 30. In Toscana, per esempio, questa è di 29,82 euro, tra le più care d’Italia. Più contenuto l’importo in Emilia-Romagna, Valle d’Aosta, Trento e Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Sicilia e Sardegna (25,82 euro), mentre si spende di più in Campania e Abruzzo (31,24 euro). Rimangono nella media Liguria, Veneto, Umbria e Lazio (28,4 euro). —

Pietro Mattonai

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