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Pontedera

Montopoli, lotta all’incuria in consiglio comunale 

Bastione e degrado, accuse alla ditta L’assessore: niente più contratto

Giacomo Pelfer
Bastione e degrado, accuse alla ditta L’assessore: niente più contratto

Dopo l’interpellanza dell’opposizione, l’ira di Varallo: «Fondi triplicati senza rispettare il programma»

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Giacomo Pelfer

MONTOPOLI. I soldi non c’entrano. Le risorse ci sono e sono pure importanti, così come la programmazione degli interventi da fare nel corso dell’anno. Peccato che la ditta incaricata non la rispetti, lavorando meno di quanto richiesto e quasi sempre in ritardo. A dirlo è l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Montopoli, Alessandro Varallo, che nell’ultimo consiglio comunale ha spiegato così il degrado segnalato da un’interpellanza dell’opposizione nei principali siti storici e archeologici.

Nel mirino dei consiglieri di “Montopoli del cambiamento” era finita in particolare l’area del Bastione di Marti, insieme al complesso della Rocca e al parcheggio di via Barberia nel capoluogo, visitati a fine giugno con il deputato della Lega Edoardo Ziello. «Non mi nascondo, perché l’erba alta è un dato oggettivo» ha esordito Varallo, puntando il dito sulle negligenze della ditta incaricata della manutenzione, a cui – ha annunciato l’assessore – la giunta Capecchi è intenzionata a non rinnovare il contratto. «Ho dato agli uffici – ha spiegato – tutte le risorse per fare le manutenzioni necessarie, triplicando i fondi a disposizione rispetto agli anni scorsi. Non ci sono quindi problemi di risorse, perché la parte politica ha fatto tutto il possibile per avere interventi degni di questo nome. Sul Bastione in particolare, dove prima erano previsti solo due interventi annuali, avevo chiesto di diversificare le risorse per fare sei interventi parziali e due totali, come avviene in importanti città storiche per la manutenzione delle mura. A differenza di quanto programmato, la ditta ha fatto un solo intervento a marzo e un altro alla fine di giugno».

Un problema comune a tante aree verdi a Montopoli. «Non sono soddisfatto della ditta – ha proseguito – Più volte ho chiesto agli uffici di sollecitare, per scritto e a voce. Ora stanno cercando di recuperare, ma sicuramente non ci sarà un rinnovo del contratto». Alla manutenzione del verde si aggiungono poi interventi da completare, come le bacheche agli ingressi dell’area archeologica, uniti al problema dei continui atti di vandalismo che fino ad alcuni mesi fa avevano spinto l’assessore a impuntarsi, anche contro la sua giunta, pur di non sostituire più i punti luce montati dentro l’area del Bastione. «L’ho detto più volte alla consulta – ha proseguito Varallo – passerete sul mio corpo prima di rivedere le luci se non imparate a educare i vostri figli. Può piacere o meno ma è stata una mia decisione e me ne assumo la responsabilità, perché non si possono buttare soldi pubblici subendo vandalismi e sapendo chi sono i responsabili». Idem per il cancello della Tomba etrusca della Gina, più volte vandalizzato e lasciato aperto, anche se «la direttrice del museo civico – ha precisato Varallo – ha chiarito che la presenza di materiali di valore storico, derivanti dagli scavi, è un fatto normale».

Situazioni che non sono troppo diverse dalla Rocca di Montopoli, dove anche qui l’amministrazione avrebbe scontato le stesse negligenze dell’impresa incaricata di mantenere il verde, mentre per i percorsi dei Sottofossi l’amministrazione ha stanziato le risorse per sistemare il tratto che arriva al parcheggio di via Barberia. «Sicuramente sproneremo gli uffici a lavorare in maniera più risoluta – ha concluso Varallo – ma non sempre riusciamo ad avere dai privati quello che vogliamo». —

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