Il Tirreno

Pontedera

la battaglia sugli esuberi 

Vitesco, l’appello: salvate i 139 operai

Vitesco, l’appello: salvate i 139 operai

Nei prossimi giorni nuovo incontro sul futuro degli interinali Flesa Cisl: «Non possiamo pagare i costi della crisi»

3 MINUTI DI LETTURA





FAUGLIA. È un appello accorato, quello lanciato da Simone Dell’Omodarme, dal 2015 in Continental (attuale Vitesco) con contratto in staff leasing, delegato della Rsu in quota Felsa Cisl. È uno dei 139 operai con contratto a tempo indeterminato in carico alla società di lavoro interinale, Manpower, in servizio negli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado, che sono stati dichiarati esuberi dalla multinazionale. E che rischiano seriamente di dover uscire dall’azienda di iniettori di motori a scoppio e di entrare di nuovo nel limbo dei lavori a chiamata per pochi giorni o una manciata di settimane.

«Dal 2015 ad oggi i lavoratori in somministrazione che nel 2019 hanno visto trasformare il contratto da tempo determinato a staff leasing – dice Dell’Omodarme – si sono sempre impegnati per mantenere gli ottimi livelli produttivi e qualitativi richiesti dall’azienda. Oggi l’azienda annuncia che questi lavoratori sono in esubero. L’età è compresa tra i 20 e 60 anni, quindi giovani che devono crearsi un futuro, ma anche padri e madri di famiglia. Capiamo il momento di profonda crisi che sta attraversando il settore dell’automotive, ma il costo della crisi non può sempre ricadere sui lavoratori, soprattutto sui lavoratori in somministrazione solo perché visti più flessibili a livello contrattuale dalle aziende».

Il sindacalista fa un esempio concreto per dimostrare «l’attaccamento all’azienda»: Nel 2017 la fabbrica di Fauglia subì un alluvione e grazie anche al contributo dei lavoratori interinali che al fianco dei dipendenti diretti hanno permesso la ripartenza degli impianti solo dopo tre giorni spalando il fango che aveva invaso soprattutto il reparto di produzione componenti, evitando così una chiusura definitiva.

«Tornando a oggi – aggiunge Dell’Omodarme – gli esuberi annunciati sono paragonabili alla chiusura di un’azienda con 139 dipendenti, praticamente una delle 10 realtà più importanti della provincia. Tra pochi giorni saremo al tavolo tecnico insieme alla Rsu dei dipendenti diretti con Vitesco e Manpower. Speriamo vivamente di poter risolvere la questione esuberi, perché per noi la priorità è la continuità occupazionale. In caso contrario saremo pronti a coinvolgere le autorità cittadine e regionali».

Un tema, quello degli esuberi, che ruota attorno alla possibilità di arrivare o meno a fine anno con l’utilizzo della cassa integrazione sia per i dipendenti diretti che per quelli in staff leasing. «Al prossimo incontro continueremo a confrontarci con l’azienda – dice Marco Comparini, segretario provinciale di Fiom Cgil – Ma sta emergendo la volontà dei sindacati di andare avanti fino a dicembre usando l’ammortizzatore sociale. Vitesco ci ha detto che da qui al 2023 non mancheranno commesse. I problemi cominceranno dal 2024. Poi ci sono le decisioni che può prendere il governo e altri provvedimenti rispetto ai sostegni per imprese e lavoratori. Insomma, il quadro è in evoluzione e potrebbero essere novità favorevoli anche ai 139 lavoratori in staff leasing».

Intanto, l’azienda sta lavorando a tre progetti da poter industrializzare. Prototipi alternativi agli iniettori, che consentirebbero di migliorare le prospettive produttive e occupazionali. —

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web