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Cassa, terzo anno di “rosso” 19 i milioni di perdita nel 2020

Cassa, terzo anno di “rosso” 19 i milioni di perdita nel 2020

Nel bilancio dell’anno scorso, indici in miglioramento, pesano i crediti deteriorati  L’azienda: «Siamo pronti a ripartire». Nessuna comunicazione ai sindacati

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VOLTERRA. Numeri incoraggianti per la raccolta diretta e l’erogazione di mutui. Ma sul bilancio 2020 della Cassa di risparmio di Volterra (Crv) pesa il meno 19 milioni. Un rosso che dura da tre anni. Nel 2019 è stato di 12,5 milioni, nel 2018 di 17 milioni. Occorre risalire all’anno precedente per trovare un bilancio in utile (tre milioni). Sui conti dell’anno contrassegnato dall’esplosione del coronavirus, fatalmente pesano ancora i crediti deteriorati che nel bilancio del 2019 ammontavano a 300 milioni dopo la cessione di 170 milioni avvenuta nei tre anni precedenti. Il dato di quest’anno non è stato comunicato dalla banca, mentre il clima all’interno dell’istituto di credito non sembra essere cambiato di molto rispetto agli ultimi allarmi lanciati dai sindacati sul futuro della “Cassa”.

Preoccupazione

I rappresentanti dei lavoratori, infatti, hanno più volte manifestato la propria preoccupazione rispetto all’operazione in corso ormai da tempo per la ricerca di un partner che renda la banca volterrana più solida. Esternazioni pubbliche che non hanno contribuito a rasserenare i rapporti con la dirigenza. E, anche nel caso della comunicazione del bilancio 2020, sembra ci sia comunque una sorta di volontà di non interagire più di tanto, se è vero come appare che i sindacati non abbiano ricevuto notizie rispetto alla chiusura dei conti relativi all’esercizio 2020.

«Fiducia»

«La Cassa di risparmio di Volterra nel 2020 ha portato avanti con continuità ed efficacia l’attuazione del piano strategico, malgrado le difficoltà sanitarie, sociali ed economiche causate dalla pandemia – dicono dall’istituto di credito – L’andamento della gestione caratteristica evidenzia la grande fiducia nella banca da parte della clientela, con la raccolta diretta ed indiretta in costante, forte crescita, che prosegue anche nella prima parte del 2021. Nel 2020 la raccolta diretta è cresciuta del 6,48 per cento di circa 109 milioni. La raccolta gestita, tra fondi e riserve assicurative, ha registrato un aumento del 7 per cento che equivale a circa 58 milioni rispetto all’anno precedente. Questa crescita prosegue anche nel primo semestre dell’anno in corso con un ulteriore incremento sia della raccolta diretta, che è giunta a più 60 milioni, sia del risparmio gestito a quota 80 milioni».

Mutui e finanziamenti

Dalla banca spiegano che sono in aumento anche l’erogazione di mutui e finanziamenti, per 223milioni «a testimonianza della capacità di Cassa di risparmio di Volterra di assolvere al ruolo di banca di prossimità, vicina alle famiglie e alle imprese del territorio di riferimento, con iniziative creditizie che puntano a mitigare gli effetti del Covid e sostenere la ripartenza delle attività produttive». Un esempio, secondo la dirigenza, è dato dal fatto che «a giugno è stata lanciata la campagna creditizia con cui Crv ha stanziato un plafond di ben 100 milioni di euro a tassi particolarmente vantaggiosi destinato a supportare la ripartenza post Covid delle piccole e medie imprese, delle piccole attività artigianali, del commercio e del turismo».

Crediti deteriorati

Si chiama “percorso di derisking”, il tentativo di disfarsi di crediti che difficilmente saranno mai riscossi. Operazione, in base a quanto spiegato in una nota, ha accantonamenti su crediti «molto migliorati rispetto al precedente esercizio. Valori in ulteriore miglioramento grazie a una operazione di cessione di crediti deteriorati con la Gacs, la Garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze che si realizzerà quest’anno».

“rosso” e futuro

Ma proprio questa attività di derisking sarebbe, secondo il comunicato di Crv, il motivo principale dei 19 milioni di perdita. «I costi relativi alle cessioni dei crediti deteriorati e ai maggiori accantonamenti hanno determinato il risultato negativo dell’esercizio – dicono dall’istituto di Piazza dei Priori – che non ha peraltro comportato una riduzione degli indici patrimoniali e che, anzi, risultano in miglioramento rispetto all’esercizio precedente e ben al di sopra dei limiti di vigilanza». E ancora: «Il derisking, giunto ormai alle battute finali, i volumi in crescita e la forte fiducia da parte del territorio sono gli elementi distintivi di una banca pronta alla ripartenza, più solida, visto che i dati al 30 giungo 2021 registrano un consistente miglioramento del risultato rispetto al dicembre 2020, e ancor più capace di interpretare un ruolo da protagonista nel panorama economico e finanziario della Toscana, anche grazie all’operazione in corso di apertura al capitale di nuovi soci». —

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