Sicurezza
Progetto Cascina, ecco gli interventi previsti per l'emergenza abitativa
Presentati i contenuti del piano che si è aggiudicato i 15 milioni di euro di Pinqua. Il sindaco: risposte concrete, più servizi diffusi
Andrea Chiavacci
CASCINA. Un progetto ambizioso per far fronte al problema dell'emergenza abitativa riqualificando i vecchi alloggi comunali e inserendo nuovi punti di aggregazione. Il comune di Cascina, come già scritto ieri sul Tirreno, si è aggiudicato un finanziamento di 15 milioni di euro dal Pingua (Programma nazionale della qualità dell'abitare) che ha deciso di promuovere, per un totale di 45 milioni di euro, i tre progetti della regione Toscana. Gli altri due riguardano le province di Lucca e Firenze. Il progetto Cascina (che diventa anche l'acronimo di Comunità area e servizi di cooperazione intercomunale per un nuovo abitare) porta avanti una strategia d'intervento coordinata anche con i comuni di Crespina-Lorenzana, Lari-Casciana-Terme, Vicopisano, Calcinaia e San Giuliano Terme, riguardando così una popolazione di 114 mila abitanti che comprende il secondo e il terzo comune della provincia di Pisa. Dal recupero di spazi pubblici destinati alla collettività (spazi verdi, spazi gioco, percorsi salute, luoghi di studio e aggregazione), alla valorizzazione del tessuto associativo, in grado di sostenere nuove e necessarie forme di welfare a sostegno dell’autonomia abitativa. Dai negozi di vicinato al giardino delle associazioni fino ai servizi come la lavanderia e il car sharing. Il sindaco di Cascina Michelangelo Betti ha illustrato il progetto assieme alle assessore, rispettivamente al welfare e all'urbanistica, Giulia Guainai e Irene Masoni, e ai rappresentanti delle amministrazioni comunali di Calcinaia e Vicopisano Valentina Bertini e Flavio Tani. Secondo Betti i punti principali si snodano su tre pilastri: «La rigenerazione urbana senza consumo eccessivo di suolo pubblico, una risposta concreta all'emergenza abitativa a livello comunale, la crescita di servizi per cittadini e associazioni». Sono 12 gli interventi previsti sul territorio comunale. Questa riqualificazione da la possibilità di avere nuovi alloggi, tra rigenerati e nuovi sono 25, con un numero che oscilla tra 70 e 100 posti letto (bisogna attendere però il progetto definitivo per sapere il numero preciso). Saranno effettuati anche interventi di riqualificazione come quello di Palazzo Bulleri, dove saranno realizzati due appartamenti e sarà ampliata la biblioteca comunale dove verrà realizzato un Internet Caffè Letterario e troverà spazio la hall per gli hostel sociali con ufficio per l’accoglienza, e al rinnovamento completo di Piazza Cacciamano a San Frediano con la demolizione della vecchia scuola materna per il successivo recupero dei volumi in area di atterraggio, con l’ampliamento dell’area giochi e dell’area ricreativa, e l'installazione di una colonnina di ricarica per le auto elettriche in aggiunta a quella già esistente. Un cambiamento importante per una piazza che si affaccia sulla Tosco Romagnola. Importante anche il restyling degli impianti sportivi del villaggio Santa Maria. Il complesso sportivo manterrà il campo polivalente e la pista di pattinaggio e verrà implementato un percorso salute con 16 attrezzi all’aperto in legno. Giulia Guainai è pronta per questa sfida: «Il programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare ci ha permesso di presentare un progetto in grado di dare una risposta all'emergenza abitativa mettendola in connessione a un sistema di servizi in grado di incidere sulla qualità dell'abitare. Il nostro comune ha 25 alloggi comunali molti dei quali fatiscenti. Un numero insufficiente rispetto a una domanda crescente. Siamo pertanto costretti ad una albergazione temporanea, una sistemazione inadeguata che priva i nuclei familiari della dignità del quotidiano».
Un'ipotesi certa sui tempi non può essere ancora fatta spiega invece Irene Masoni: «I tempi sono stati fissati dal ministero in 240 giorni per la presentazione del progetto esecutivo, calcolati partendo dalla pubblicazione del decreto di ammissione. Gran parte delle proposte di rigenerazione riguardano immobili già adibiti ad emergenza abitativa. In questi immobili però si registrano situazioni di sovraffollamento o con forte degrado strutturale».
Il sindaco Betti è fiducioso: «Se rispettiamo questi tempi ce la faremo prima della fine del nostro mandato. Siamo i primi in Toscana e i 37esimi a livello nazionale quindi pensiamo di poter essere tra i primi a ricevere il finanziamento. A settembre illustreremo tutti i dettagli insieme alla Regione». Tutta la documentazione è anche sul sito Pinquacascina.it. —© RIPRODUZIONE RISERVATA
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