Il Tirreno

Pontedera

I 169 centisti delle scuole di Pontedera tra diplomi serali e amicizie che durano dall’asilo

Paola Silvi
Alcuni dei 12 studenti di un'unica classe che hanno ottenuto 100 alla maturità
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Alcuni dei 12 studenti di un'unica classe che hanno ottenuto 100 alla maturità

Le storie degli studenti diplomati agli istituti superiori di Pontedera e premiati al Golena Dai 12 cervelloni in una sola classe al ragazzo che in quattro anni ha mantenuto la media del 10 

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PONTEDERA. Una buona dose di costanza. Determinazione quanto basta. E un pizzico di passione e volontà. È la ricetta del successo scolastico per Emanuele Vezzi di Calcinaia, diplomato all’Iti Marconi, indirizzo Informatico, con 100 all’esame di maturità. Dello stesso avviso Lorenzo Marconcini di Santa Maria a Monte che aggiunge agli ingredienti necessari per ottenere il massimo dei voti, l’interesse. «Quando ti piace ciò che studi, il tempo passa veloce e capisci qual è la strada da intraprendere», aggiunge Fabio Fanucchi di Santa Maria a Monte, 4 anni di superiori con la media del 10. Alcuni dei centisti premiati al Golena di Pontedera da sindaci e assessori.

L’atteso diploma

Lode e onore ai maturati più bravi della Valdera. Da Volterra a Montopoli. Da Ponsacco a San Miniato, a Calcinaia, a Pontedera. Tutti presenti, qualcuno accompagnato dagli amici, altri con i genitori, per stringere nelle mani l’attestato, arrivato a conclusione di cinque anni di studio, reso ancor più faticoso dalla pandemia. Dopo la discussione dell’elaborato, dell’esame orale riassuntivo di tutta la carriera scolastica e «mesi complessi caratterizzati da lezioni in presenza e a distanza», spiegano i ragazzi, hanno raggiunto il traguardo. Ecco i magnifici 169. Fra loro 28 lodi e pagelle da record. Di loro il sindaco Matteo Franconi ha detto: «Siete l’eccellenza della gioventù studiosa. Continuate ad esserlo, con impegno e ideali, guardando al futuro con dedizione. Ai ragazzi va un grazie sincero perché hanno combattuto il Covid senza tralasciare lo studio. A noi amministratori spetta di costruire le migliori scuole. Perché investire nella scuola è investire in un domani migliore. Ma le famiglia devono aver fiducia e accompagnare i figli nel loro futuro».

Sicuri e commossi

E i centisti, quelli per cui lo studio non ha segreti, sono stati chiamati per nome a ritirare il diploma. Fra applausi e fischi di incoraggiamento. È una bella festa, dopo uno degli anni più lunghi. Adolescenti con sguardi sicuri ma anche un po’ commossi. Consapevoli di un percorso che finisce e di un altro che è appena agli inizi. A settembre, per gran parte dei premiati, ci sarà l’università. All’orizzonte ancora libri e materie da approfondire. Ma loro, i bravissimi, non se ne preoccupano poi tanto.

Amiche per la pelle

Forti del metodo acquisito, orgogliosi del risultato acciuffato e coccolati dalle amicizie costruite. «Non abbiamo nessuna intenzione di perderci di vista», raccontano in coro Alice Prisco di Buti, diplomata al Fermi e Noemi Bergamo di Bientina, ormai ex studentessa del Marconi. Sono migliori amiche dalla scuola materna. Poi hanno scelto superiori diverse e andranno ad università diverse. Unite nel 100 però, unite nella vita: «In questi anni ci siamo aiutate nello studio e continueremo a starci vicine».

Classe di cervelloni

Vicini vicini per 5 anni anche gli alunni della 5 A, super sezione del liceo classico dove poco meno della metà hanno preso il massimo. 12 centisti di cui due con la lode. Eccellenze all’ordine del giorno. «Questo risultato è stata la giusta ricompensa di mesi travagliati – sostiene Clarissa Pagni di Casciana terme Lari, portavoce dei compagni – dove non solo dovevamo pensare a studiare ma anche lottare con la pandemia e le quarantene». In classe ci sono stati 13 ragazzi che si sono ammalati di Covid contemporaneamente. Ma c’è di più. «Quando pensavamo di essere usciti dall’incubo, a un mese dall’inizio della maturità siamo tornati tutti in quarantena. Un grazie particolare va allora anche ai nostri insegnanti che ci hanno sostenuto e non ci hanno permesso di mollare».

Quella del serale

Mix di fatica e felicità anche per Paola Oliva, di Pisa, 39 anni e un diploma con 100 che vale il cambiamento, la svolta nella vita. Quando ha perso il lavoro Paola ha scelto di rimettersi in gioco. Ha scelto i libri. Si è iscritta al corso serale, indirizzo servizio sociale dell’Ipsia Pacinotti. «Non è stato facile – spiega – La mattina accudivo una persona anziana, il pomeriggio facevo la babysitter e la sera dalle 18,30 alle 23,10 andavo a scuola». Incastri quotidiani, corse contro il tempo che hanno riempito gli ultimi 3 anni di Paola. «A volte ho pensato di mollare – dice – ma lo studio mi è servito anche per fare chiarezza dentro di me, per superare un momento difficile che stavo vivendo. Senza contare le tante persone meravigliose che ho conosciuto, diventate per me fondamentali». E alla fine il 100 è scritto nero su bianco. Un 100 che non è solo un voto ma un pass per una nuova professione. Il primo scalino verso la speranza, un lavoro, un futuro migliore.


 

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