Sicurezza
Il sindaco contrattacca: «Dalla minoranza dieci mesi di nulla»
Il primo cittadino: «In nove mesi 21 sedute, qui si lavora» Annuncia nuove regole: «Va rivisto il peso dell’opposizione»
cascina. Dopo il botta e risposta tra capigruppo di maggioranza e opposizione sulla vicenda della conferenza dei capigruppo non completata, interviene direttamente il sindaco Michelangelo Betti. Che ha da ridire sul comportamento della minoranza, snocciolando numeri sull’operato della sua amministrazione. E annunciando una novità sul fronte delle regole in consiglio.
«Da inizio mandato i gruppi di minoranza hanno puntato solo a un allungamento dei tempi del confronto – denuncia Betti – non avendo un disegno di governo alternativo e cercando di rendere più difficile amministrare a chi ha avuto la maggioranza dei consensi. La sintesi di una decina di mesi di attività dell’opposizione è tutta qui. Da inizio mandato non c’è una pratica presentata dalla giunta o un documento presentato dai gruppi di maggioranza che non sia stato approvato. Diversi consigli si sono chiusi con la sola maggioranza presente, dato che le minoranze hanno abbandonato l’aula. Senza aver la forze di interrompere i lavori della seduta. Il resto sono discorsi».
E Betti passa alle cifre: «Se guardiamo i numeri, anziché i discorsi, il quadro è chiaro. Con le due sedute della prossima settimana il numero di consigli comunali di questi 9 mesi raggiunge quota 21. Superiamo così i numeri delle sedute annue del consiglio del 2017, 2018 e 2019, avendo ancora tre mesi davanti. Risulta evidente la quantità maggiore di lavoro messa in campo da questa amministrazione. Solo di passaggio cito i 15 milioni che il ministero delle infrastrutture ci sta riconoscendo per la proposta progettuale legata al bando Pinqua, che vanno a raddoppiare la cifra che il nostro comune può stanziare in un mandato sul fronte delle opere pubbliche. Per auto-decoro sarebbe poi il caso che le minoranze non parlassero della polizia municipale. Nel 2016 basarono la loro campagna elettorale sul vigile di quartiere, nel 2020 hanno lasciato l’amministrazione con un comando di polizia municipale senza comandante, dopo mesi in cui l’unico dibattito sul tema era legato ad accuse di offese al corpo da parte del vicesindaco facente funzione. Sull’ultima vicenda della conferenza dei capigruppo i rappresentanti delle minoranze hanno toccato il fondo. Hanno puntato a bloccare i lavori del consiglio, facendo mancare uno dei due quorum necessari per la validità della riunione, senza riuscirci. La conferenza va solo a definire l’ordine del giorno dei lavori del consiglio e in quella parte di riunione entrambi i quorum erano rispettati».
Infine l’annuncio sulle regole: «In ogni caso ritengo che il regolamento del consiglio comunale debba essere cambiato. La conferenza dei capigruppo è infatti valida quando ci sono un numero di capigruppo che rappresenta oltre metà degli eletti e almeno metà dei capigruppo. A Cascina però i gruppi di maggioranza sono 4 (con 16 eletti) e quelli di minoranza sono 4 (con 9 eletti). In sostanza la minoranza pesa come la maggioranza e, come si è visto, può giocare sull’ostruzionismo». —
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