Sicurezza
Stalla verso il trasferimento e divieto di spandere letame
Attesa per un’ordinanza sull’allevamento a I Fabbri su cui ci sono state proteste. Nel documento gli accorgimenti tecnici per evitare il problema dei cattivi odori
PONTEDERA. Un’ordinanza del Comune di Pontedera sulla stalla. Il tanto atteso documento che gli abitanti di Treggiaia e I Fabbri sperano contenga elementi che accolgano le istanze presentate da tempo contro le maleodoranze con cui sono costretti a combattere da oltre un anno. Per ora si tratta di notizie non confermate, ma sembra che si vada verso il trasferimento dell’allevamento di bovini che resterà in zona ma più lontano dal centro abitato.
Da quanto è emerso, infatti, sarebbe la proprietà dell’azienda agricola ad aver proposto lo spostamento nell’ambito del confronto con l’amministrazione comunale di Pontedera, dopo i pareri tecnici di Arpat e Asl che, evidentemente hanno posto paletti all’attività dell’allevamento che così tante polemiche ha sollevato tra gli abitanti dei paesi sottoposti ai cattivi odori.
Nell’ordinanza dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Matteo Franconi, dovrebbero essere inserite informazioni come il luogo in cui verrà trasferita la struttura, ma anche le condizioni con cui adeguare l’attività ai venti che soffiano nella zona, così da limitare i problemi legati alle maleodoranze. In più, gli uffici di Palazzo Stefanelli dovrebbero indicare gli accorgimenti tecnici da adottare sempre per limitare al massimo i disagi per la popolazione.
Ma c’è di più, perché in ballo ci sarebbe anche il divieto di spandimento del letame nelle zone più vicine al centro abitato durante i fine settimana e nelle ore del pomeriggio. Per evitare, così, situazioni come quella recente in cui gli abitanti di Treggiaia e I Fabbri furono protagonisti di una protesta veemente durante un sabato pomeriggio.
Ora si attendono gli atti ufficiali per capire quanto di questi elementi saranno confermati oppure no dall’amministrazione comunale. La sensazione è che qualcosa si stia muovendo per cercare di conciliare un’attività economica come quella della stalla della famiglia Pesce e le necessità della popolazione vicina di poter avere una qualità della vita libera dai cattivi odori di un allevamento da centinaia di capi di bestiame. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
