Attenzione
«Riabilitate Giubbi A 77 anni dalla strage del Duomo»
Ferraro (Lega) chiede un intervento in favore delll’allora vescovo di San Miniato
memoria e verità
Domani ricorre il 77° anniversario della strage del Duomo di San Miniato. Un dramma che tolse la vita a 55 persone durante la seconda guerra mondiale e su cui si è dibattuto molto sugli autori dell’eccidio. Per anni si è pensato che si fosse trattato dei tedeschi, intenti a ritirarsi da quei territori. Poi è emersa la verità: è stata una cannonata degli americani, finita per sbaglio sulla chiesa al cui interno si erano rifugiati tanti sanminiatesi. Da qui, la rimozione delle lapidi sulla facciata del palazzo comunale in cui si narrava la versione errata della storia, sostituite con la verità. Ma c’è di più, quest’anno, perché Roberto Ferraro, capogruppo della Lega, chiede di riabilitare l’allora vescovo di San Miniato, Ugo Giubbi.
Un appuntamento con la commemorazione molto sentito nella città della Rocca. L’iniziativa ufficiale è organizzata dal Comune e dalla Diocesi di San Miniato, si apre con la cerimonia nel chiostro dei Loggiati di San Domenico (inizio ore 9. 30) durante la quale suoneranno le campane della chiesa (ore 10. 00), momento in cui avvenne il terribile scoppio dell’ordigno bellico e verranno letti i nomi delle vittime. A presiedere la cerimonia sarà il presidente del consiglio comunale Vittorio Gasparri, interverranno il vescovo Andrea Migliavacca, il sindaco di San Miniato, Simone Giglioli, l’assessora regionale alla cultura della memoria, Alessandra Nardini e il consigliere delegato alla memoria, Michele Fiaschi. Il programma prosegue con il trasferimento dai loggiati di San Domenico lungo via Ser Ridolfo, piazza del Popolo, via Conti, Corso Garibaldi, per poi salire fino a piazza del Duomo dove, alle 11, ci sarà la deposizione della corona di alloro e, a seguire verrà celebrata dal vescovo la messa di suffragio in cattedrale.
«Come oramai da venti anni, da quando cioè storicamente è emersa la responsabilità, seppure involontaria, degli obici americani – dice Ferraro – la commemorazione dell’episodio si incentra giustamente sulla condanna della guerra e le parole dei relatori abbondano di sani principi di giustizia e libertà, ma si tace sulla vile accusa mossa velatamente, ma sostenuta per decenni, al vescovo di San Miniato, Ugo Giubbi di essere stato connivente con la volontà tedesca – rivelatasi poi inesistente – di uccidere proditoriamente decine di inermi cittadini. Questa calunnia è stata posta nel dimenticatoio, infatti da anni attendiamo che in occasione della commemorazione della strage del Duomo venga riabilitato esplicitamente colui che fu gravemente e ingiustamente calunniato, ponendo fine ad un ottuso settarismo che per decenni ha pervaso una parte della comunità oltreché divulgatori culturali. Crediamo sia giusto e denso di significati riportare in proposito il pensiero di un pastore succeduto nell’alto incarico che fu del vescovo Giubbi».
Ferraro non fa proposte su eventuali modi per riabilitare il nome di Giubbi, ma cita un ex altro vescovo di San Miniato, Edoardo Ricci, che nel 2002 ha parlato espressamente del fatto che Giubbi non è mai stato difeso dalle «autorità civili sanminiatesi». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google