Il Tirreno

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Peccioli Alta Valdera
Non solo grande musica 

Lajatico si fa degustare tra arte e tradizioni

Paolo Falconi
Una veduta aerea del borgo di Lajatico
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Una veduta aerea del borgo di Lajatico

Con il Teatro del Silenzio la località ha avuto una crescita esponenziale e sono nati ben otto “punti ristoro” di eccellenze

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LAJATICO. Facile da frequentare, impossibile da dimenticare. Ecco Lajatico, il paese natale di Andrea Bocelli. Ecco una perla che lascia il segno in chi l’ha visitata almeno una volta.

Ecco il “Teatro del Silenzio”, anfiteatro naturale ricavato nella splendida cornice di quelle colline. Tutto da degustare.

Giovedì 22 luglio e sabato 24 luglio, alle 20.30, si rinnova atteso, stupefacente, irrinunciabile, l’appuntamento internazionale al Teatro del Silenzio con il concerto-evento che trasforma la campagna di Lajatico nella capitale mondiale della grande musica. “Il Mistero della bellezza” è il titolo scelto per celebrare il sedicesimo anniversario di questa manifestazione, dove ancora una volta sarà il canto (e la voce del tenore più amato nel mondo) a produrre l’incanto, a far vivere una esperienza irripetibile sotto le stelle toscane.

Un viaggio memorabile, da percorrere insieme ad Andrea Bocelli e i suoi ospiti internazionali, tra i più grandi compositori, i brani più noti, i classici più popolari, tra scenografie e coreografie di grande magnificenza, sotto la direzione artistica di Alberto Bartalini. In collaborazione con Galleria d’Arte Contini, un gigante della scultura mondiale, lo spagnolo Manolo Valdés, onorerà “Il Mistero della bellezza” con la sua “Clio Dorada”, monumentale scultura in ottone patinato d’oro e acciaio inossidabile, che si staglierà sul lago artificiale che contraddistingue il palco open air toscano, come viene descritto sul sito ufficile dell’evento.

Si chiama Teatro del Silenzio perché per 363 giorni all'anno solo il vento fa rumore lì, accarezzando quelle colline. Ma non resta isolato, inerme. Distaccato dal mondo. Si raggiunge con una strada sterrata che termina in un ampio parcheggio. Si può percorrere in bici, a piedi o in auto e la vista delle colline con la surreale costruzione nel mezzo vale tutta la passeggiata. Infatti, è meta di continuo interesse e le “gite” per vederlo non si contano più. È quasi uno stile di vita.

Tant’è che è una vera e propria ricchezza per l’Alta Valdera in generale e per Lajatico in particolare. La località è cresciuta a dismisura negli ultimi anni: i suoi 900 abitanti (quasi 1.300 con le frazioni) ne hanno trovato giovamento. Con un reddito di 46.216 euro pro capite, Lajatico occupa il primo posto nella top 10 del 2019 dei Comuni più ricchi d’Italia, guadagnando una posizione rispetto all’anno precedente. Le sue dimensioni ridotte aiutano ad alzare considerevolmente l'asticella del reddito.

Arte, bellezza, tradizione, cibo si coniugano alla perfezione su quella collina. Lo stesso regista di tutto il fenomeno che prese l’abbrivio nel 2006, l’architetto Alberto Bartalini, ne parla con soddisfazione ma anche con emozione. E ricorda come negli ultimi anni siano sorti ben otto punti ristoro (chiamiamoli così i pub, ristoranti, ecc. ma sono più un punto di incontro con l’eccellenza) sul territorio.

«Tutti raffinati, tutti in grado di far degustare i tipici menu della nostra terra. Che sono già per conto proprio un’opera d’arte realizzata nei secoli e lo diventano ancora di più se associati a un panorama e a una zona davvero unici».

Senza dimenticare che di recente è stata inaugurata la prima Boutique “Sale di Volterra – Il sale più puro d’Italia”, di proprietà della famiglia Locatelli, che si presenta in una nuova veste, frutto di un accurato rebranding. Che porterà verso l’infinita varietà di prodotti in collaborazione con prestigiose attività e aziende del territorio, una filiera corta che si autoalimenta generando eccellenze.

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