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art bonus a ponte a cappiano 

Ditte locali in aiuto dell’Ostello Mediceo

Marco Sabia
Ditte locali in aiuto dell’Ostello Mediceo

Raccolti 48mila euro dei 60mila necessari per i lavori La struttura è del Comune ma viene gestita dalla contrada

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Marco Sabia

FUCECCHIO. Procede a ritmo spedito la raccolta fondi tramite lo strumento dell’Art Bonus a favore dell’Ostello Mediceo di Ponte a Cappiano (di proprietà comunale ma dato in gestione alla contrada Cappiano): dei 60mila euro necessari per una serie di interventi di manutenzione e ristrutturazione, grazie all’Art Bonus ne sono già stati raccolti 48mila.

L’immobile è stato dato in concessione alla contrada ma ha bisogno di interventi importanti, che arrivano oltre vent’anni dopo quelli in vista del Giubileo del 2000.

Ma di cosa si tratta? Sistemazione e manutenzione impianto trattamento aria; trattamento pavimenti in cotto; tinteggiatura; ripulitura coperture e canali di gronda; restauro finestre e portoncini; spese tecniche relative a tutte le opere; sistemazione impianti elettrici speciali, altre opere edili e la manutenzione del giardino adiacente l’ostello.

La notizia ulteriore sta nel fatto che queste donazioni liberali – che danno diritto ad un credito d’imposta pari al 65% dell’importo della donazione stessa – sono arrivate anche e soprattutto da realtà locali: semplici cittadini ma anche importanti imprese.

La Palagina srl, che produce zanzariere – come si legge sul sito dell’Art Bonus – ha donato 10mila euro; altri 10mila da Sc Costruzioni Meccaniche (realizzazione di macchinari per conceria e depurazione) e dalla Chime spa (prodotti chimici per la conceria); poi 3mila euro dalla Rechem, seguiti da tutta una serie di donazioni più piccole (mille euro, per esempio, sono giunti da Etruria Luce e Gas, che ha inaugurato recentemente un punto vendita in corso Matteotti). Sommando grandi e piccole donazioni è stato possibile arrivare quasi al traguardo prefissato per questa struttura che ha una storia quasi millenaria.

Nel 1070, infatti, viene documentata a Cappiano la presenza di un castello, prima di proprietà dei Conti Cadolingi. In questi anni Cappiano assunse una fisionomia più definita e la popolazione si concentrò dentro e intorno al Castello. L’antica pieve fu ricostruita vicno al ponte e per questo nacque il toponimo Ad Pontem Cappiani, oggi divenuto Ponte a Cappiano. Nel 1281 Cappiano si sottomise a Fucecchio, ormai un Comune più potente e popoloso, con cui si fuse nel 1309.

Il ponte di Cappiano non era solo un importante nodo viario, infatti intorno ad esso per tutta l’età medievale erano nati pescaie e mulini. Con il passare del tempo gli sbarramenti per facilitare la pesca erano aumentati e questo rendeva difficile la navigazione, per questo nel 1279 le autorità Lucchesi decisero di rimuovere ogni edificio che gli abitanti del Valdarno inferiore avevano costruito sull’Usciana. Questo atteggiamento era dovuto al fatto che il Padule aveva un’importante funzione difensiva e quindi loro volevano mantenere in questi territori la pace. L’utilizzazione strategica del Padule fu tenuta presente anche nel 1453, quando Firenze deliberò la realizzazione del “Lago Nuovo”, che forniva inoltre abbondanza di pesce.

Nel 1530 Cosimo I creò un complesso di fattorie, che avevano il centro amministrativo a Stabbia e Cappiano divenne un importante polo economico tra i latifondi medicei. Nel 1537, Cosimo I, cominciò ad impegnarsi in opere pubbliche e tra queste anche il rifacimento del complesso del Ponte di Cappiano. —

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