Attenzione
La pandemia fa triplicare i nuovi poveri a Pontedera
I numeri dell’assessora Cocilova: "Da gennaio 120 accessi al segretariato sociale, persone non in carico al Comune"
PONTEDERA. Sono precari, disoccupati o con contratti che non superano i mille euro. Sono donne sole con bambini, famiglie monoreddito, straniere e non. Giovani che non hanno mai avuto un’occupazione. Ma anche quarantenni che un impiego ce l’avevano e dopo due anni di lockdown a singhiozzo l’hanno perso. O che si ritrovano senza casa in seguito a una separazione. Sono i nuovi poveri che si affacciano timidamente sulla scena sociale di Pontedera, dove il numero dei cittadini in difficoltà è in crescita. Lo dicono i numeri che ogni giorno, dal Comune di Pontedera e dalla rete di volontariato delle associazioni, salgono un po’ di più. «Il triplo delle persone si è rivolto per la prima volta all’Emporio civico e al segretariato sociale del Comune rispetto al periodo pre-emergenza Covid», spiega Carla Cocilova assessora al sociale di Palazzo Stefanelli.
Chiedono aiuto, ascolto, cibo, indicazioni per le mense, soldi per pagare le bollette, l’affitto. Si affacciano all’Emporio, in via fratelli Bandiera, luogo organizzato dall’amministrazione comunale per l’ascolto, il sostegno e la distribuzione alimentare e domandano buoni spesa, lavoro, casa, autonomia. «I bisogni non si concentrano solo sul cibo – sottolinea Cocilova – Per questo cerchiamo di attivare percorsi complessi che prendano in carico la situazione a tutto tondo. Senza contare i casi in cui a peggiorare condizioni già complesse, ci sono malattie, disabilità ed emergenze».
Di fatto, gestire una famiglia di 5 persone con 800 euro al mese è impossibile. Essere genitori soli, con bambini a carico ed essere messi in cassa integrazione è impensabile. E invece sono storie sommerse ma reali. Storie di equilibristi della vita, in sospeso fra un oggi e un domani senza nessuna sicurezza. «Da gennaio – continua l’assessore – gli accessi al segretariato sociale sono stati 120. Sono tutti nuovi accessi, quindi persone che non erano già in carico ai servizi».
Venti uomini e donne tra stenti, privazioni e ristrettezze ogni mese. E c’è di più. «Negli ultimi due anni le cifre dei contributi economici erogati mensilmente sono raddoppiate con una media intorno ai 30mila euro ogni 30 giorni», spiega ancora l’assessora.
Aumentano insomma le persone che hanno perso tutto o molto dopo la pandemia. Redditi familiari crollati, lavoro che non riparte. «Abbiamo supportato in questi primi 6 mesi del 2021, 339 nuclei familiari mentre 120 sono stati quelli che hanno usufruito del sostegno alimentare dell’emporio civico», precisa Cocilova. Così, di fronte al mutare dei bisogni e delle richieste, cambiano anche le attenzioni e gli interventi. Passo dopo passo. «Tentiamo di rispondere a tutti – tiene a sottolineare l’assessora – aiutati anche dalle associazioni».
Affiancati dal coinvolgimento della comunità che diventa rete solidale e che passa, tanto per citare alcuni protagonisti in prima linea nella lotta alla povertà, dal Banco alimentare, dal Centro di aiuto alla tvta, dalla San Vincenzo, dalla Croce Rossa, dalla Chiesa evangelica, dalla Misericordia, dalla Caritas. «È questo il volto bello di una Pontedera che non si arrende», conclude Cocilova.
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