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Scuola chiusa, petizione online dei genitori e lettera al ministro

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FAUGLIA. Dopo un incontro con i vertici della Vitesco, che ha stabilimenti legati alla produzione di componenti per automobili a Fauglia e San Piero a Grado, i sindacati esprimono «molta preoccupazione per l’evolversi della situazione, l’assenza a oggi di progetti concreti, visto che siamo ancora alle promesse, e la decisione di non produrre a Pisa i motori elettrici e, le politiche di “insourcing” delle case automobilistiche non fa altro che aumentare la preoccupazione e i dubbi legati alla riconversione dei siti pisani».

Il problema principale della situazione attuale è che Vitesco si trova a dover far fronte alla sfida tecnologica, a ridurre i costi per competere non solo con il mercato tradizionale, ma anche con le case automobilistiche che stanno attuando politiche industriali di “insourcing” per produrre in casa i componenti senza rivolgersi ai fornitori tradizionali.

È proprio il futuro degli stabilimenti, e quindi dei lavoratori, a preoccupare la Rsu Vitesco, le segreterie pisane di Fim Cisl e Fiom Cgil e l’Usb di Livorno. «La delegazione sindacale sottolinea l’importanza di cogliere l’opportunità di attingere alle risorse previste nel Pnrr – aggiungono i rappresentanti dei lavoratori – e la necessità di stringere i tempi, perché le decisioni saranno prese a breve, puntualizzato che per poter attingere ai finanziamenti, occorre avere anche dei progetti definiti». I sindacalisti hanno ribadito che «il tempo delle promesse è scaduto e che oggi è difficile mantenere la serenità tra i lavoratori, chiedendo di poter concretizzare nelle direzioni di quanto detto, in quanto a ora non c’è niente di nuovo riguardo allo sviluppo di nuovi progetti».

Il prossimo confronto è previsto a ottobre. —

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